Chi è Francesca Lavazza, nuova presidente del Castello di Rivoli

di MICHELE BARBERO
pubblicato il 31/03/2021


Classe 1969, studi in Lettere Moderne, quarta generazione della famiglia che ha scritto storia e controstoria del caffè italiano: la nomina di Francesca Lavazza alla presidenza del Castello di Rivoliè di quelle che pesano, e che fanno bene a Torino e ai suoi circuiti d’arte contemporanea: nell’ottica di una “brandizzazione” internazionale – di cui tutti i musei piemontesi hanno disperato bisogno – l’occasione per il Castello di Rivoli è di quelle da non perdere. Perché Lavazza è, in Piemonte, uno di quei pezzi da 90 del management di cui il territorio ha bisogno in vista della ripartenza.

Board Member del gruppo Lavazza, dal 2010 è nel Consiglio di Amministrazione di Finlav S.p.A., di cui dal 2020 è Presidente. Tra le altre cariche, dal 2015 è membro del Consiglio di Amministrazione di Camera, Centro Italiano per la Fotografia, dal 2017 è membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e da settembre 2020 Membro dell’Advisory Board della Fondazione Collegio Carlo Alberto di Torino.

E non solo: esperienza e stretti legami nel mondo dell’arte contemporanea, di cui il Castello di Rivoli rappresenta la più importante declinazione subalpina in pianta stabile (per la dimensione fieristica citofonare Artissima), non mancano affatto. Dal 2017 Lavazza è infatti membro del Board of Trustees del Guggenheim Museum di New York: una membership costruita grazie al sostegno dato da Lavazza (l'azienda, in questo caso) a mostre organizzate presso il noto polo culturale newyorkese. In particolare quelle dedicate all’arte italiana del Novecento, tra cui Italian Futurism, 1909–1944: Reconstructing the Universe, nel 2014, e Alberto Burri: The Trauma of Painting, andata in scena a cavallo tra 2015 e 2016.

 

Dal 2005 per il decennio successivo, come direttrice Corporate Image del marchio torinese, Francesca Lavazza ha portato l’azienda a diventare sponsor e partner di grandi istituzioni oltre il Guggenheim: tra queste la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, i Musei Civici Veneziani e l’Ermitage di San Pietroburgo.

L’arte aiuta a sensibilizzare sulle grandi tematiche di sostenibilità. Soprattutto l’arte urbana che porta a contatto di tutti queste tematiche con soluzioni diverse”, dichiarava soltanto pochi mesi fa, inaugurando alle Porte Palatine di Torino un’opera d’arte urbana realizzata dall’artista franco-svizzero Saype, sostenuta e voluta dal gruppo Lavazza in collaborazione con il Comune e i Musei Reali.