Le opere di Flashback 2020, ultimo episodio

di REDAZIONE
pubblicato il 04/03/2021


È cominciata l’ultima settimana di Flashback, l’arte è tutta contemporanea, Ludens, nella sua versione di Edizione Diffusa. Si tratta dell’ultimo episodio dei nostri appuntamenti settimanali che ci hanno permesso di approfondire, in versione inedita, le opere presentate dalle gallerie di Flashback. L'ultima settimana della fiera online termina con un racconto sulla storia dell’umanità attraverso miti e leggende, mentre offline le gallerie vi aspettano per visitare le loro mostre.

Questo è il link per visitare la fiera online dove troverete l’elenco degli espositori e tutte le opere presentate nel corso di questi quattro mesi, attraverso i quattordici episodi settimanali, mentre questo è il link alla sezione visit dove è possibile scoprire tutta la programmazione nelle sedi delle gallerie. Come sapete Flashback, dal 3 Novembre 2020 fino al 7 marzo 2021 ha deciso di proseguire nel sostenere le proprie gallerie attraverso quella che si è definita un’Edizione Diffusa, edizione che si è sviluppata sul territorio e sul web in un network di scambio e sostegno all’insegna dell’affermazione “non siamo e non siete soli”.


L’ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA, ULTIMO EPISODIO
“Miti e leggende”


“Un mito è la metafora di un mistero che va oltre la comprensione umana. Si tratta di una storia che ci aiuta a capire, per analogia, alcuni aspetti misteriosi di noi stessi.”
(Christopher Vogler)
 

Il percorso tra le storie antiche, i miti e leggende inizia con Narciso alla fonte, la ninfa Eco e Amore, un seicentesco olio su tela di Giovanni Andrea De Ferrari. Narciso si specchia alla fonte, con dietro Eco e Amore. Eco, condannata da Era a ripetere tutto quello che sente dire, s’innamora di Narciso, ma non viene ricambiata: morirà per questo di dolore. Narciso viene punito per la sua insensibilità da Nemesi: andato alla fonte per dissetarsi, guarda la sua immagine riflessa e se ne innamora, dimenticandosi per giorni di bere e di mangiare. Questa sarà la sua fine. 

Il mito del Ratto delle Sabine ci viene raccontato da Enrico Paulucci, con un olio su tela del 1934. Lo stile dell’opera ci ricorda quello post-impressionista. Il quadro ritrae il momento in cui i romani, rappresentati senza vestiti, rapiscono le sabine. Le donne, disperate, cercano di scappare, ma alcune sono già sopraffatte e rassegnate. Tutt’intorno e all’orizzonte c’è un paesaggio brullo dai colori caldi. 

Proseguiamo con Il paradiso terrestre di Herri Met De Bles II, olio su tavolo del 1540 circa. Il paradiso terrestre, o Eden, è il luogo originario e primitivo della felicità e della purezza. Adamo ed Eva, i primi uomini sulla terra sono chiamati a godere delle bellezze di questo locus amoenus, in cui flora e fauna sono rigogliose. In quest’opera, che si può ricollegare direttamente a Bosch per la sua influenza, troviamo una foresta popolata da animali e mostri fantastici.

Salvo ci illustra il mito di Ippolito e Fedra, con l’opera omonima del 1977, olio su tavola: un momento di tensione, sottolineato dai colori accesi e dall’attesa di qualcosa di terribile che deve avvenire da un momento all’altro. Fedra, moglie di Teseo, s’innamora del figliastro Ippolito e, siccome respinta, si vendica raccontando al marito di essere stata violentata. Teseo punisce il figlio invocando Poseidone: il dio manda un’onda anomala che spaventa i cavalli del cocchio di Ippolito, che viene travolto. Il quadro rappresenta Teseo che invoca Poseidone e Ippolito a cavallo, con le onde che già si vedono all’orizzonte.

Concludiamo il nostro viaggio con l’opera Salomè di Vittorio Zecchin, olio su tavola del 1919 circa. I due volti di donna rappresentati emanano un erotismo mistico e hanno uno stile bizantineggiante che ci ricorda il pittore Gustav Klimt. La leggenda di Salomè ci narra che fece decapitare Giovanni Battista, reo di aver accusato la madre, Erodiade, di aver lasciato il padre ed essere scappata con lo zio. Il fascino di questa leggenda sta nel fatto che, nelle varie rappresentazioni degli artisti durante, i secoli madre e figlia fossero spesso scambiate: la figura che tiene la testa di Giovanni Battista è Salomè o Erodiade? Il mistero di questa doppiezza non è mai stato risolto.

 

Nell’immagine, in alto a sinistra: Giovanni Andrea De Ferrari, Narciso alla fonte, la ninfa Eco e Amore prima metà del XVII sec., olio su tela, cm 148 x 180, courtesy of: Arcuti Fine ArtRoma; Torino (I). Segue: Salvo, Ippolito e Fedra, 1977, olio su tavola, cm 42 x 27, courtesy of: Claudio Poleschi Arte ContemporaneaDogana (RSM).
In basso a sinistra: Enrico Paulucci, Ratto delle sabine, 1934, olio su tela, cm 65 x 100, courtesy of: Galleria d’Arte RoccatreTorino (I). Segue: Vittorio Zecchin, Salomè, 1919 ca., olio su tavola, cm 45 x 35, courtesy of: Galleria d’Arte CesaroPadova (I). Segue: Herri Met De Bles II, Il paradiso terrestre, 1540 ca., olio su tavola, cm 25 x 20, courtesy of: Caretto&OcchinegroTorino (I).