Caso Teatro Regio, chiuse indagini preliminari su Graziosi e altri 4 indagati

di REDAZIONE
pubblicato il 03/03/2021


La procura di Torino ha chiuso dopo quasi un anno le indagini preliminari sulla gestione del Teatro Regio all’epoca della sovraintendenza di William Graziosi. Oltre Graziosi nell’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a quattro persone: Roberto Guenno, corista diventato con la nomina di Graziosi responsabile innovazione e sviluppo del Teatro Regio (nonché autore di quella Mozione Giovara che determinò l’uscita di scena di Vergnano e Noseda); gli imprenditori Andrea Maulini e Priscilla Alessandrini e, infine, Alessandro Ariosi, manager di artisti e cantanti.

Fra i reati contestati figurano il traffico di influenze, la corruzione, la concussione e la turbativa d’asta. Numerosi sono gli episodi entrati al vaglio del pm Elisa Buffa, dalle pressioni indebite all’affidamento irregolare di appalti e di incarichi.

Nelle indagini sono state coinvolte due società, tra cui una elvetica intestata allo stesso Ariosi, con perquisizioni che hanno coinvolto Torino, Milano, Asti, Fermo e Ancona. Graziosi, marchigiano, prima dell’esperienza al Regio era stato al vertice della Fondazione Pergolesi-Spontini di Jesi.

Al tempo si era attirato dure critiche da parte del M5S locale, che più volte ne aveva invocato le dimissioni, e l’ammirazione dell’altro firmatario della Mozione Giovara e referente nazionale pentastellato per le fondazioni lirico-sinfoniche, Pierluigi Dilengite, che aveva definito la sua esperienza come “Un modello di gestione virtuosa fra i pochi in Italia”. Il modello di gestione virtuosa aveva finito con il comportare spese troppo alte e il rinvio di un Rigoletto all’anno successivo per consentire il pareggio di bilancio.

Sempre dalle Marche proviene la quota rosa degli indagati, Priscilla Alessandrini, chiamata al Regio da Graziosi senza previo alcun bando pubblico con un contratto d’appalto per servizi inerenti l’attività di marketing (in qualità, dunque, di consulente), con uno stipendio di 36.000 euro spalmato su quattro mesi e versato alla Lagru Play Srls, associazione culturale della quale Alessandrini e presidente e per la quale si occupa, come riportato sul sito web, teatro, feste di compleanno e delle “molteplici forme di espressione che guizzano nell’aria”.

Secondo l’operazione Spartito, esisteva un legame tra l’ex sovrintendente William Graziosi, indagato, e l’agenzia teatrale di Ariosi, che avrebbe visto crescere il fatturato in seguito alla scritturazione dei suoi artisti da parte del Teatro Regio. Al tempo dell’avvio delle indagini erano emerse anche presunte irregolarità per la conferma di Graziosi alla sovrintendenza del Regio, poi non avvenuta.

 

Nota di redazione: noi, per quanto ci riguarda, siamo fieramente garantisti. Ragion per cui, fintanto che la giustizia non farà il suo corso e la procura non emetterà il suo verdetto, non ci uniamo al coro del giustizialismo. Ma una domanda ce la poniamo: per quanto concerne il vilipendio di un certo mondo politico nei confronti dei lavoratori del Teatro Regio prima e della “città d’ingrati” poi, nessuno ha pensato di far giungere una lettera sulla scrivania dei procuratori?