Gli archivi del Polo del '900 al servizio di Wikipedia

di REDAZIONE
pubblicato il 21/02/2021


Un esperto dell’enciclopedia più consultata del web in arrivo al Polo del ‘900. Sarà Marco Chemello, wiki-esperto da oltre 15 anni, ad accompagnare per 6 mesi l’istituzione torinese in un percorso di valorizzazione digitale dei patrimoni custoditi.

 Un wikipediano in arrivo al Polo del ‘900 di Torino. Un esperto dell’enciclopedia libera e collaborativa più consultata del web che accompagnerà, per sei mesi, il centro culturale torinese in un percorso formativo rivolto ai propri enti e collaboratori.

L’obiettivo è favorire usovisibilità e condivisione dell’enorme patrimonio custodito dal Polo e, allo stesso tempo, contribuire a migliorare i contenuti culturali di Wikipedia.

Sarà Marco Chemello, wiki-esperto da oltre 15 anni e wikipediano in residenza di altre istituzioni culturali come Accademia delle Scienze di Torino, Fondazione BEIC e Archivio storico Ricordi di Milano - a guidare il gruppo di lavoro, in un percorso di 15 seminari, in partenza il 18 febbraio. Nel corso di 6 mesi, si andrà alla scoperta delle potenzialità dei progetti Wikimedia (tra cui Wikipedia, Wikimedia Commons e Wikidata), con attività pratiche mirate a contribuire alle voci di Wikipedia esistenti e crearne di nuove, partendo dai temi di studio e ricerca del Polo.

L’opportunità di ospitare un “wikipediano in residenza”, arriva grazie alla collaborazione con Wikimedia Italia - capitolo nazionale del movimento Wikimedia per la diffusione della conoscenza libera - che ha premiato il Polo come miglior progetto candidato al Bando 2020 per le istituzioni culturali.

Come spiega Alessandro Bollo, direttore del Polo del ‘900: “La collaborazione con Wikimedia Italia rappresenta un’opportunità di sperimentazione per valorizzare i patrimoni del Polo,  raggiungere nuovi pubblici e cogliere nuovi vantaggi del digitale attraverso progetti consolidati come Wikimedia. Rappresenta, soprattutto, una meravigliosa possibilità di apprendimento, di ripensamento e di confronto, in una fase storica che obbliga gli istituti culturali a un surplus di consapevolezza, competenza e visioni per stare al passo con la trasformazione digitale. Grazie a questa collaborazione, in primavera, il Polo dedicherà alcuni momenti di approfondimento ai progetti Wikimedia, rivolgendosi agli enti culturali del Piemonte e alla cittadinanza. In più, l’esperienza con il wikipediano si concluderà con un convegno sul tema della comunicazione dei patrimoni culturali nell’era digitale che si terrà nell'ambito del festival Archivissima 2021 a giugno”.    

L’iniziativa “un wikipediano in residenza” rientra nel più vasto mondo dei progetti GLAM (acronimo inglese di Galleries, Libraries, Archives and Museums) promosso e sostenuto dalla Wikimedia Foundation e dai suoi capitoli nazionali per favorire la collaborazione e la trasmissione di saperi tra istituzioni culturali e i progetti Wikimedia. Il primo museo ad aver ospitato un wikipediano in residenza è stato il British Museum di Londra nel 2010, con risultati a vantaggio non solo della valorizzazione delle sue opere ma della conoscenza collettiva.

“Come ben sappiamo Wikipedia è divenuta, nei suoi 20 anni di vita, il principale progetto di scrittura collettiva al mondo, oltre che la più grande e più consultata enciclopedia; non possiede una redazione – spiega Marco Chemello – perché tutti i contenuti sono scritti, alimentati e corretti da una grande community multilingue di volontari, in un'ottica collaborativa e libera che rappresenta l’aspetto più rivoluzionario, affascinante e allo stesso tempo sfidante dell’universo wiki. Per questa ragione nel corso degli anni ci siamo posti – anche come Wikimedia Italia – sempre più la questione di coinvolgere in quest’opera le istituzioni detentrici di contenuti e fonti autorevoli: oggi lavoriamo tutti i giorni con archivi, musei, biblioteche, scuole e università, enti pubblici e privati; è così che nasce il “wikipediano in residenza”, una figura di facilitatore per i progetti GLAM con esse, che si sono diffusi anche in Italia a partire dal 2011. E’ vero che sono ancora relativamente poche le realtà italiane coinvolte – spesso le più innovative e coraggiose – ma sono davvero molte le possibilità di agire nella direzione dell’open access e della cultura libera e collaborativa. Sappiamo che è questa la direzione tracciata da alcune delle maggiori istituzioni culturali a livello internazionale e indicata del resto dalle direttive europee. Produrre risultati tangibili e utili per tutti collaborando con il Polo del ‘900 è molto stimolante e per me, come wikimediano, è un piacere e una bella sfida”.