Le opere di Flashback 2020, episodio undici

di REDAZIONE
pubblicato il 16/02/2021


Nell’anno in cui l’edizione diffusa di Flashback rimpiazza il tradizionale appuntamento fieristico, l’organizzazione dell’evento ha scelto di implementare i contenuti digitali attraverso il lancio di una serie di “Episodi”, ognuno dei quali dedicato a un tema conduttore. A inaugurarli è una panoramica di cinque tra le più significative opere legate al paesaggio piemontese.

Da sempre Flashback, la più contemporanea tra le fiere d’arte antica e moderna, è una voce fuori dal coro e sempre in divenire. Quest’anno più che mai, il progetto ha dimostrato la propria capacità e volontà di adattamento alle necessità che la vita ci pone, trasformandosi in un’Edizione Diffusa: un itinerario sorprendente in cui ogni galleria di Flashback 2020 continua a mettere in campo nuove opere vincenti (ONLINE FAIRe un hub per rimanere informati sulle attività e sulle mostre in corso nelle loro sedi principali (VISIT). Nello scenario incerto che stiamo vivendo, Flashback rimane un punto fermo sempre ricco di sorprese e sempre all’insegna dell’arte "tutta contemporanea”.

 

L’ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA EPISODIO #11
“Elementi dell’universo": Terra, sole, costellazioni, stelle e anelli planetari nelle opere di Flashback, Edizione Diffusa.

L'Universo è comunemente definito come il complesso che racchiude tutto lo spazio e ciò che contiene, cioè la materia e l'energia, i pianeti, le stelle, le galassie e il contenuto dello spazio intergalattico.

Iniziamo a parlare di elementi dell’universo partendo dalla Terra. L’opera di Claudio Rotta Loria, artista e filosofo torinese, Studio di Equatore (realizzata nel 2001) è la rappresentazione del globo. La sua forma prettamente elicoidale taglia di traverso lo spazio in cui è posta ed emerge dal foglio grazie ai suoi elementi in rilievo come lo spago che taglia in due il globo, definendo precisamente l’equatore. Il colore blu rimanda al colore dell’acqua e del cielo.

Daniel Seiter, artista barocco, aggiunge l'elemento Costellazione al nostro universo con l’opera Diana e Orione, un olio su tela del 1685 ca. La scena raffigurata è quella drammatica della dea che cerca invano di rianimare Orione, rivolgendo il dardo verso Esculapio. Diana, ingannata dal fratello Apollo, geloso dell’amore di lei verso un mortale, lanciò una freccia a un bersaglio lontano, non pensando che fosse il suo amato. Quando si accorse dello sbaglio, fu travolta dal dolore e Zeus, per pietà, trasformò Orione nella costellazione che conosciamo.

Parliamo sempre di Stelle introducendo il disegno del Tappeto Star Ushak, proveniente dall’Anatolia centrale nella seconda metà del XVII secolo. Questo tappeto è caratterizzato da medaglioni stellari alternati a una losanga, che sono disposti in file parallele sfalsate, in modo da creare un effetto di infinito, come l’universo. Ci ricorda la complessità e le forme dello spazio.

E così come i famosi ma misteriosi anelli di Saturno sono composti da oggetti di varia grandezza, i preziosissimi Anelli degli anni ’30 provenienti dagli Stati Uniti sono costellati da una magica scia di pietre preziose, un caleidoscopio di diamanti e smeraldi che illuminano e riflettono luce.

Finiamo il viaggio nell’universo con il Sole, la nostra stella. Salvatore Mangione, detto Salvo, nell’opera Alba (olio su tavola, 1985), dipinge l’astro che sorge in un paesaggio dai colori caldi e vividi, restituendoci una sensazione di pace nell’ammirare gli alberi e le ombre che il sole proietta sul terreno, un nuovo giorno che inizia.

 

Nell’immagine, in alto a sinistra: Daniel Seiter, Diana e Orione, 1685 ca., olio su tela, cm 174,5 x 155,5, courtesy of: Galleria Giamblanco (Torino). Segue: Stati Uniti, Anelli, 1930 ca., due anelli in platino e diamanti e un anello in platino diamanti e smeraldi, courtesy of Lorenzo e Paola Monticone Gioielli d’Epoca (Torino).
Al centro: Anatolia centrale, Tappeto Star Ushak, seconda metà del XVII sec., cm 440 x 265, courtesy of Mirco Cattai Fine Art & Antique Rugs (Milano).
In basso a sinistra: Claudio Rotta Loria, Studio di Equatore, 2001, acquerello, matita colorata, spago e plastica su A4 Fabriano, cm 21 x 29,7 x2, courtesy of White Lands (Torino). Segue: Salvo, Alba, 1985, olio su tavola, cm 48,5 x 47, courtesy of Claudio Poleschi Arte Contemporanea (Dogana – RSM).