Le opere di Flashback 2020, episodio dieci

di REDAZIONE
pubblicato il 10/02/2021


Nell’anno in cui l’edizione diffusa di Flashback rimpiazza il tradizionale appuntamento fieristico, l’organizzazione dell’evento ha scelto di implementare i contenuti digitali attraverso il lancio di una serie di “Episodi”, ognuno dei quali dedicato a un tema conduttore. A inaugurarli è una panoramica di cinque tra le più significative opere legate al paesaggio piemontese.

Da sempre Flashback, la più contemporanea tra le fiere d’arte antica e moderna, è una voce fuori dal coro e sempre in divenire. Quest’anno più che mai, il progetto ha dimostrato la propria capacità e volontà di adattamento alle necessità che la vita ci pone, trasformandosi in un’Edizione Diffusa: un itinerario sorprendente in cui ogni galleria di Flashback 2020 continua a mettere in campo nuove opere vincenti (ONLINE FAIRe un hub per rimanere informati sulle attività e sulle mostre in corso nelle loro sedi principali (VISIT). Nello scenario incerto che stiamo vivendo, Flashback rimane un punto fermo sempre ricco di sorprese e sempre all’insegna dell’arte "tutta contemporanea”.

 

L'ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA EPISODIO #10
“Hic sunt pueri”

Ecco i bambini nelle opere di Flashback 2020, Edizione Diffusa. Un’edizione che si sta svolgendo nelle gallerie e sul web dal 3 novembre al 7 marzo prossimo con il titolo Ludens, riferito a coloro i quali sono capaci di modificare il mondo circostante grazie alla propria creatività.

Partiamo con l’opera a matita di Francesco Fontebasso classe 1701, Studio per la testa di un fanciullo (recto), 1730 ca. dalla pennellata ricca e guizzante. L’artista veneziano è stato uno dei maggiori esponenti della pittura veneta del periodo Rococò.

A seguire il Ritratto di Luigi Archinto, 1824 ca. di Pelagio Palagi, olio su tavola del diametro di 25 centimetri, un ritratto che accenna al purismo della prima metà del XIX secolo. Palagi fu artista prolifico e poliedrico: pittore, frescante, architetto, progettista di arredi, ma anche collezionista antiquario e bibliofilo.

Ecce Puer è il titolo dell’incredibile scultura in cera gialla di Medardo Rosso del 1906 ca., una piccola scultura dedicata al mondo dell’infanzia interpretata con gusto impressionista. Il viso appena abbozzato di un fanciullo emerge da una superficie irregolare e frammentata dissolvendosi nello spazio circostante.

Bambini con genitori sono invece presenti nelle opere di Sartorio e Andreotti.

La bellissima e luminosa tela di Giulio Aristide Sartorio Mattinata sul mare del 1927 ritrae l’attrice spagnola Marga Sevilla, sposata da Sartorio in seconde nozze nel 1919, insieme ai loro due giovanissimi figli. La tranquilla scena familiare si svolge a Fregene, luogo verso cui la famiglia si recava la mattina presto nei mesi estivi.

Infine Libero Andreotti con Maternitàdel 1929, un piccolo bassorilievo in pietra d’Istria; l’opera mostra la ricerca della compattezza nella massa plastica. L’evidente stilizzazione delle forme ci comunica la dimensione di un grande abbraccio protettivo.

 

Nell’immagine, in alto a sinistra: Francesco Fontebasso, Studio per la testa di un fanciullo (recto), 1730 circa; Studio per la figura di San Leonardo (verso); matita nera (recto); penna e inchiostro bruno (verso), cm 35 x 25,8, courtesy of Maurizio Nobile (Bologna; Parigi). Segue: Pelagio Palagi, Ritratto di Luigi Archinto, 1824 ca., olio su tavola, diametro cm 25, courtesy of Piacenti (Londra). Segue: Medardo Rosso, Ecce Puer, 1906 ca., cera, cm 47 x 34 x 20 circa, courtesy of Galleria Russo (Roma). 
In basso a sinistra: Giulio Aristide Sartorio, Mattinata sul mare, 1927, olio su tela, 91 x 202 cm, courtesy of Antonacci Lapiccirella Fine Art (Roma). Segue: Libero Andreotti, Maternità, 1929, pietra d’Istria, cm 70 x 67, courtesy of Galleria Umberto Benappi (Torino).