Le opere di Flashback 2020, episodio nove

di REDAZIONE
pubblicato il 02/02/2021


Nell’anno in cui l’edizione diffusa di Flashback rimpiazza il tradizionale appuntamento fieristico, l’organizzazione dell’evento ha scelto di implementare i contenuti digitali attraverso il lancio di una serie di “Episodi”, ognuno dei quali dedicato a un tema conduttore. A inaugurarli è una panoramica di cinque tra le più significative opere legate al paesaggio piemontese.

Da sempre Flashback, la più contemporanea tra le fiere d’arte antica e moderna, è una voce fuori dal coro e sempre in divenire. Quest’anno più che mai, il progetto ha dimostrato la propria capacità e volontà di adattamento alle necessità che la vita ci pone, trasformandosi in un’Edizione Diffusa: un itinerario sorprendente in cui ogni galleria di Flashback 2020 continua a mettere in campo nuove opere vincenti (ONLINE FAIRe un hub per rimanere informati sulle attività e sulle mostre in corso nelle loro sedi principali (VISIT). Nello scenario incerto che stiamo vivendo, Flashback rimane un punto fermo sempre ricco di sorprese e sempre all’insegna dell’arte "tutta contemporanea”.

 

L'ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA EPISODIO #9
“Oriente e Orientalismi”

Un breve excursus tra le opere di Flashback alla ricerca dell’Oriente in tutte le sue sfumature. Opere di artisti orientali ma anche opere di artisti occidentali che hanno imitato o rappresentato aspetti delle culture del Medio Oriente, dell'Asia meridionale e dell'Asia orientale.

Partendo dall’Oriente, il primo elemento d’indagine è il paravento che, quale supporto per vere e proprie opere, affonda le proprie radici nell'antica Cina già dal 700 a.C., diffondendosi poi nel resto dell'Asia orientale, in Europa e in altre regioni del mondo. 

Tra le opere di Flashback, proveniente dal Giappone, troviamo il Paravento a sei ante in carta e foglia d’argentorealizzato nel Periodo Taisho (1911-1926) dell’artista Kashiu Hiroe che si caratterizza per il contenuto rarefatto, mentre proveniente dalla Cina è il Paravento Cinese della fine XVIII secolo / inizi XIX secolo in carta di riso con decorazione policroma che invece si sofferma nella descrizione particolareggiata.

Secondo elemento d’indagine è la rappresentazione degli animali nella cultura orientale. Il Toro in terracotta rossa con policromia e oro della Cina centrorientale Hebei, Dinastia Qi settentrionale (549-577) e il Tappeto Ningxia, Cina XIX secolo, incuriosiscono per la simbologia associata agli animali rappresentati.

Si compie poi un salto spaziale e si torna in Italia, per l’esattezza in Piemonte, per osservare l’interpretazione dell’Oriente da parte dell’Occidente. Con il Plastificatore piemontese vediamo realizzati nella metà del XVIII, in stucco color crema con decori dorati, una rara Coppia di Dignitari in abiti orientali. 

Infine la pittura con Jean Baptiste Eugene Napoleon Flandin, Galileo Chini e Filippo Mola.

Jean Baptiste Eugene Napoleon Flandin, orientalista, pittore, archeologo ed esploratore, pioniere nel disegno archeologico ci fornisce molte preziose osservazioni sulla storia, sulla vita sociale e sull’organizzazione militare mediorientale. L’opera è La Moschea di Urfa del 1849.

Galileo Chini, fiorentino classe 1873, fornisce la propria interpretazione della maschera orientale, in particolare del Siam (odierna Thailandia), con l’opera Maschera siamese, un olio su tavola del 1913-14 ca.

Infine Filippo Mola con Corteo indiano, elabora un’opera capace di trasmettere con maestria la dimensione corale e collettiva del corteo orientale che probabilmente si tenne a Roma vicino a Piazza del Popolo nel 1900.

 

Nell’immagine, in alto a sinistra: Jean Baptiste Eugene Napoleon Flandin, La Moschea di Urfa, 1849, Olio su tela, 73,2 x 100,4 cm, courtesy of Antonacci Lapiccirella Fine Art (Roma). Segue: Cina centrorientale Hebei, Toro, Dinastia Qi settentrionale 549-547, terracotta rossa con policromia e oro, cm 43 x 16,5 x 38,3, courtesy of Schreiber Collezioni (Torino). Segue: Fine XVIII secolo / inizi XIX secolo, Paravento cinese, carta di riso con decorazione policroma, cm 190 x 350, courtesy of Galleria Arte Cesaro (Padova).
Al centro: Filippo Mola, Corteo indiano, olio su tela, cm 73 x 190,5, courtesy of 
Paolo Antonacci (Roma). Segue: Galileo Chini, Maschera siamese, 1913-14 ca., olio su tavola, cm 60 x 47,5, courtesy of Galleria Carlo Virgilio (Roma, Londra).
In basso a sinistra: Cina XIX secolo, Tappeto Ningxia, cm 198 x 132, courtesy of 
Mirco Cattai Fine Art & Antique Rugs (Milano). Segue: Plastificatore piemontese, Rara coppia di Dignitari in abiti orientali, metà del XVIII secolo, stucco color crema con decori dorati, altezza cm 74, courtesy of Secol-Art di Masoero (Torino).
Segue: Kashiu Hiroe, Paravento a sei ante in carta e foglia d’argento, Periodo Taisho 1911-1926, L cm 376 H, cm 170,5, courtesy of 
Gilistra Japanese Art (Torino).