Milani riparte col botto: ''Porterò a Torino almeno due grandi mostre l'anno''

di REDAZIONE
pubblicato il 22/01/2021


Per Torino c'è chi ciancia e c'è chi fa. La nuova presidente di Paratissima punta in alto: tour in altre città, più sinergie con Artissima, valorizzazione dei giovani e almeno due grandi mostre all'anno a Torino. E la prima è già alle porte.

Laura Milani, nuova presidente di Paratissima eletta all’unanimità nel corso della recente seduta del CdA, per vent’anni alla guida dello IAAD e tra 2017 e 1018 alla presidenza del Museo del Cinema (dove ha risanato i conti), dà il via alla nuova avventura alla presidenza della fiera d’arte contemporanea con il botto.

L’obiettivo è espandere i tradizionali confini della kermesse. Non più solo fiera di artisti emergenti e indipendenti, ma vero e proprio format culturale ed espositivo sui generis. Sempre più aperto, dinamico, sostenibile, flessibile. E sempre più multidisciplinare e internazionale. Una visione dell’arte contemporanea che sottolinea e rafforza, appunto, il concetto di “contemporaneità” nei suoi aspetti più fertili: l’innovazione, il cambiamento, la riqualificazione attraverso la cultura, l’accessibilità, la valorizzazione del talento emergente, la creatività.

Il nuovo corso inizia subito, portando a Torino una mostra di livello assoluto: l’ultima realizzata e curata in toto dal grande fotografo tedesco Peter Lindbergh, colui che ha ridefinito con la sua opera il concetto stesso di fashion photography. La mostra, Untold Stories, compatibilmente con le direttive del governo rispetto all’emergenza sanitaria, si terrà nell’attuale sede di Paratissima, l’ex Accademia Artiglieria, aprirà a maggio 2021 e sarà visitabile fino all’estate.

Ma l’orizzonte è più ampio: portare a Torino almeno due grandi mostre all’anno – come dichiarato dalla stessa Milani –, un tour ogni anno in altre città, cercando «partner che ci offriranno luoghi» (e i partner ci sono già, Cassa Depositi e Prestiti in testa), potenziare le sinergie con Artissima (fiera madre della settimana torinese dell’arte contemporanea) e valorizzare i giovani talenti. E Milani fa sul serio: se la mostra di Lindbergh è alle porte, una seconda - prevista per novembre, ma ad oggi ignota - è in piena lavorazione.

Come riportato dal Corriere, «Trovo meraviglioso lavorare sulla valorizzazione degli artisti emergenti. Ci sono due modi per farlo: con calma oppure no. Io no. Il concetto è che questi emergenti, in qualche modo mi ricordano i miei studenti allo Iaad, hanno anche loro bisogno di visibilità e per farlo era necessario trovare un modo che non fosse più solo quello di riunirli tutti insieme in un luogo di riqualificazione urbano, concetto peraltro fondante di Paratissima e che durerà nel tempo. La mostra di Linbergh è la prima di una serie di grandi mostre che verranno in futuro e che attireranno molte persone anche su di loro. Untold Stories sarà collocata anch’essa presso l’ex Accademia Artiglieria. Quando Benjamin Lindbergh è venuto a fare il sopralluogo, si è innamorato del posto. La mostra consta di 150 pezzi e l’allestimento avrà un’altezza di cinque metri. È un colpo d’occhio incredibile, ancor di più collocato in quegli spazi. I soggetti sono quelli che più hanno incarnato la sua idea di fotografia, come le sue modelle che erano quanto di più distante da dei manichini vestiti».