Ci ha lasciato per Covid Fiorenzo Alfieri, padre nobile delle politiche culturali torinesi

di REDAZIONE
pubblicato il 13/12/2020


Ci ha lasciato, a causa del Covid, Fiorenzo Alfieri: se il sistema culturale torinese è stato capace di crescere fino a divenire uno dei più competitivi d'Italia, lo deve a lui. Se Torino ha avviato, in un primo tempo con successo, la transizione da città industriale a polo culturale lo si deve anche a lui.

Laureato in pedagogia, è stato insegnante elementare, fondatore del gruppo piemontese del Movimento di Cooperazione Educativa, dirigente scolastico dal 1979, membro del Consiglio Direttivo dell’IRRSAE Piemonte dal 1985 al 1995, cultore della materia in psicologia evolutiva presso la Facoltà di Psicologia e successivamente docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Torino, nonché autore di numerosi libri e articoli di argomento psico-pedagogico.

La lunga esperienza di amministratore presso il Comune di Torino lo ha visto assessore con diverse deleghe, dal 1976 al 1985 alla gioventù e allo sport, e dal 1995 al 2000 prima al sistema educativo poi alla promozione della città; dal 2001 è stato Assessore alla Cultura del Comune di Torino dal 2001 al 2011 e dal 2006 anche al 150° dell’Unità d'Italia: in quegli anni seguì lo sviluppo di Luci d’Artista, la riapertura di Palazzo Madama e di diverse sale teatrali, l’apertura del MAO e il completo rinnovamento del Museo dell’Automobile, lo sviluppo di Settembre Musica (poi diventato MiTo), la nascita di Torinodanza e del Traffic festival.

È stato inoltre presidente di CIDAC, l’Associazione delle Città d’Arte e di Cultura italiane e del GAI, Circuito dei Giovani Artisti.

Gabriele Vacis, direttore della scuola per attori del Teatro Stabile, lo ha ricordato così sulla propria pagina Facebook: “Io Fiorenzo Alfieri l’ho visto piangere… E non era un congresso di partito, una manifestazione del primo maggio, non era un posto dove farsi vedere piangere per questioni d’immagine, no… Era a uno spettacolo teatrale, al buio, mentre nessuno lo vedeva… Allora ho capito che anche i politici magari hanno l’anima, non tutti, per carità, ma Alfieri di sicuro. Oggi siamo noi, che l'abbiamo conosciuto, a piangere. Fiorenzo è stato importante per la città. La sua idea di "fare sistema" ha creato dei gran begli anni per Torino. Grazie Fiorenzo. Ci manchi già”.