Le opere di Flashback 2020, episodio uno

di REDAZIONE
pubblicato il 30/11/2020


Nell’anno in cui l’edizione diffusa di Flashback rimpiazza il tradizionale appuntamento fieristico, l’organizzazione dell’evento ha scelto di implementare i contenuti digitali attraverso il lancio di una serie di “Episodi”, ognuno dei quali dedicato a un tema conduttore. A inaugurarli è un panoramica di cinque tra le più significative opere legate al paesaggio piemontese.

Da sempre Flashback, la più contemporanea tra le fiere d’arte antica e moderna, è una voce fuori dal coro e sempre in divenire. Quest’anno più che mai, il progetto ha dimostrato la propria capacità e volontà di adattamento alle necessità che la vita ci pone, trasformandosi in un’Edizione Diffusa: un itinerario sorprendente in cui ogni galleria di Flashback 2020 continua a mettere in campo nuove opere vincenti (ONLINE FAIR) e un hub per rimanere informati sulle attività e sulle mostre in corso nelle loro sedi principali (VISIT). Nello scenario incerto che stiamo vivendo, Flashback rimane un punto fermo sempre ricco di sorprese e sempre all’insegna dell’arte "tutta contemporanea”.


L'ARTE È TUTTA CONTEMPORANEA, EPISODIO #1
Le opere più significative legate al paesaggio piemontese.

Partiamo con l’opera Ferraù e l’ombra di Argalia di Massimo d’Azeglio, il Massimo d’Azeglio pittore oltre che patriota e politico. L’opera testimonia la duplice vocazione dell’autore, l’anima pubblica e l’anima privata di un uomo dalle grandi passioni, fortemente legato al proprio territorio, il Piemonte. 

Così come Francesco Gamba, classe 1818, pittore paesaggista dell’ottocento piemontese, uditore e decano della Camera dei conti del regno che con Il Panorama di Torino dalla villa Barbaroux racconta un altro tassello della storia di questa regione. 

Quel regno dal quale ci allontaniamo con Giuseppe Pellizza da Volpedo che, con Paesaggio con pastorella, ci teletrasporta nella campagna piemontese, opera di un pittore contadino lontano dai fasti ma non dai tormenti della città.

Ma è nei paesaggi fantastici di Giacomo BallaLinee forze di paesaggio + volo di rondini, e SalvoCampagna Piemontese che si sublima e si estremizza la visione di un Piemonte magico che nasconde, come i propri abitanti, molto di più di quel che mostra.

 

 

Nell’immagine, a sinistra: Salvo, Campagna Piemontese, 1979, olio su tavola, cm 37 x 23, courtesy of Claudio Poleschi Arte Contemporanea (Dogana). Segue: Francesco Gamba, Il Panorama di Torino dalla villa Barbaroux, 1851, olio su tela, cm 95 x 200, courtesy of Antonacci Lapiccirella Fine Art (Roma). Segue: Giuseppe Pellizza da Volpedo, Paesaggio con pastorella (ciclo di studi per “La tradita”), 1890, olio su cartone, cm 14,1 x 22,1, courtesy of Aleandri Arte Moderna (Roma).
A destra: Giacomo Balla, Linee forze di paesaggio + volo di rondini, 1930, olio su tela, cm 65 x 100, courtesy of 
Mazzoleni (Londra, Torino). Segue: Massimo D’Azeglio, Ferraù e l’ombra di Argalia, olio su tela, cm 29,5 x 37, courtesy of Paolo Antonacci (Roma).