Anche il direttore artistico delle OGR Ricciardi lascia Torino (e va a Milano)

di REDAZIONE
pubblicato il 16/09/2020


Christian Valsecchi, attuale direttore della Fondazione Prada con un passato alla Fondazione Torino Musei, Barbera alla Mostra di Venezia dopo l'esperienza alla Mole, Noseda all’estero dopo l'infelice rottura con il Regio (NSO di Washington e London Symphony in testa), Galoppini, silurato sempre dal Regio, diventato il numero due alla meneghina Scala.

Ma non solo. Anche il trentacinquenne Nicola Ricciardi – direttore artistico uscente delle OGR – si aggiunge alla lista dei profili culturali che lasciano Torino. Destinazione Milano, nemmeno a dirlo. Fiera Milano lo ha infatti scelto come nuovo direttore artistico di Miart per il prossimo triennio. Prenderà incarico da ottobre per lavorare alla preparazione della venticinquesima edizione di Miart, in calendario dal 9 all’11 aprile 2021. Curatore e critico d’arte contemporanea dalla formazione internazionale, Nicola Ricciardi succede ad Alessandro Rabottini, che lascia Miart dopo quattro anni di lavoro alla guida della Fiera Internazionale d’Arte moderna e contemporanea.

Con la sua visione ha contribuito a fare dell’istituzione culturale torinese di proprietà di Fondazione CRT uno dei principali centri per la produzione e la promozione delle arti visive e performative in Europa, lavorando a stretto contatto anche con le realtà del territorio e valorizzando le risorse locali.

Durante il suo mandato, le OGR hanno organizzato mostre di Tino Sehgal, Susan Hiller, Mike Nelson, Pablo Bronstein, Monica Bonvicini, mostre collettive quali Come una falena alla fiamma, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Cuore di Tenebra, in collaborazione con il Castello di Rivoli, e La Biennale de l’Image en Mouvement. The Sound of Screens Imploding, in collaborazione con il Centre d’Art Contemporain de GeneÌve.

Di positivo c'è che le OGR fanno capo alla Fondazione CRT, che ne ha interamente acquistato la proprietà prima degli interventi di recupero: ragion per cui i signori di Palazzo Civico e i dirimpettai del Lascaris resteranno, per una volta, fuori dell'iter di nomina del successore. E nutriamo pochi dubbi circa la capacità della CRT di scegliere un nuovo direttore artistico di primo livello.