Il Festival delle Colline Torinesi compie 25 anni e debutta con Majakowskij

di REDAZIONE
pubblicato il 25/08/2020


La venticinquesima edizione del Festival delle Colline Torinesi avrebbe dovuto svolgersi, come di consueto, nel mede di giugno, ma la pandemia lo ha impedito. Un ostacolo che tuttavia è servito a dare un nuovo slancio propositivo all'intero staff organizzativo, spingendolo a reinventare l'intera manifestazione adattandola ai tempi che corrono.

Per i suoi 25 anni, il festival proporrà così una nuova formula, che comprende una mostra e alcuni incontri sul web, da aprile a dicembre, più undici spettacoli dal vivo fino alla primavera 2021, di cui quattro prime e tre spettacoli internazionali. Una modalità estesa, eccezionale, in parallelo alla stagione della Fondazione Teatro Piemonte Europa, con cui il festival si intreccerà, dando vita a un’offerta culturale unica e straordinariamente ricca. 

Una scelta che permette di raggiungere un obiettivo a lungo inseguito: lo sviluppo di un progetto di valorizzazione della nuova scena teatrale e della drammaturgia contemporanea basato sulla complementarità delle rispettive politiche artistico-culturali.

"Sarebbe stato più facile rimandare tutto all’anno prossimo e invece abbiamo voluto provarci", spiegano i direttori artistici Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla. "Non è un caso che lo slogan scelto quest'anno sia una citazione del grande analista James Hillman: assumiamoci il rischio dell’immaginazione". 

"Molto si è discusso dopo il lockdown se i teatri dovessero o non dovessero riaprire a scartamento ridotto - continuano -: noi crediamo di sì, e pensiamo che anche una fase di transizione sia un segnale importante". 

Il festival diffuso recupererà alcuni spettacoli del programma pensato per lo scorso giugni. Altri, invece, saranno presentati nel cartellone della ventiseiesima edizione a giugno 2021.

Prosegue il triennio dedicato al viaggio. Motivi di ispirazione saranno i viaggi nelle biografie, nella storia, nella memoria, persino nella sperimentazione linguistica: quella che, definita “l’insoddisfazione della lingua”, aveva caratterizzato i primi anni della manifestazione.

Si comincia martedì 25 agosto, al Teatro Carignano, con Guarda come nevica 3. I sentimenti del maiale, inserito nel cartellone estivo "Summeru Plays" di Teatro Stabile e TPE. Scritto e diretto da Licia Lanera, in scena con Danilo Giuva, vede la partecipazione dei musicisti Dario Bissanti (chitarra e voce), Giorgio Cardone (batteria), Nico Morde Crumor (basso). Coprodotto da Compagnia Licia Lanera, TPE e Festival delle Colline Torinesi.

Scrive la compagnia: "E' l'ultimo spettacolo della trilogia che ha cominciato il suo percorso nel 2018 con Cuore di cane, proseguendo poi nel 2019 con Il Gabbiano. Dopo aver affrontato il romanzo e la drammaturgia con Bulgakov e Cechov, ci approcciamo qui all’opera di Vladimir Majakovskij".

La neve non cade più, è già caduta, e una spessa coltre bianca ricopre il palcoscenico. Nella neve c'è un divano, una rock band, un maiale appeso per le zampe che appena macellato, cola sangue, e due attori. "Un ironico simposio sul tema del suicidio, dell'arte e dell'isolamento. È aprile, fuori esplode la primavera, ma i due sono chiusi in una stanza a leggere, a parlare, a giocare a recitare. A fare le prove, di uno spettacolo o del loro suicidio".

Uno spettacolo che non si compie mai, in cui la morte di Majakovskij si fonde a quella di Ian Curtis e di un qualunque maiale. Lanera si concentra sull'icona dell'artista maledetto, i suoi tumulti interiori, i suoi amori prepotenti, la paura di invecchiare, la sfida con la morte, l'orrore per la solitudine.

Oltre alla presenza tangibile di tanti artisti che negli anni hanno costantemente caratterizzato il festival, parteciperà alla programmazione anche un segmento internazionale di rilievo, di cui fa parte l’ungherese Kornél Mundruczó con il suo gruppo Proton Theatre e la Needcompany di Jan Lawers: una compagnia di spicco di Bruxelles, che avrebbe dovuto inaugurare il cartellone di giugno 2020, molto apprezzata per la contaminazione dei linguaggi.