Il consigliere Versaci non si ricandida. Uno in meno a cianciare di cultura

di GIUSEPPE RIPANO
pubblicato il 27/06/2020


Fabio Versaci, attuale presidente del consiglio comunale torinese, non si ricandiderà alle elezioni amministrative 2021. Lo ha annunciato con un post facebook pochi giorni fa. Non ci importerebbe granché, non fosse che ci ha indirettamente ricordato come per un anno buono dovremo ancora essere partecipe delle sue mattane. Che non sono poche. In quattro anni di (dis)onorato servizio, il presidente Versaci non ha certo perso occasione di manifestare la propria erudizione.

La pronuncia errata del nome dello scienziato Pasteur, le accuse ai quotidiani locali per aver descritto Torino come una città “triste, morta, in declino, senza futuro”, invitando a consultare il link del Comune relativo agli eventi pubblici per smentire questa narrazione (noi avevamo raccolto l’invito, avevamo spulciato il sito web indicato per scoprire che – udite udite – il sito stesso smentiva quasi completamente la versione di Versaci: ne avevamo parlato in questo pezzo), negli ultimi tempi le accuse ai giornalisti di ricostruire i fatti della vicenda giudiziaria che coinvolge Graziosi, Guenno, Ariosi, Appendino e Giovara(questi ultimi due non indagati) per mezzo di un post senza capo né coda (qui il nostro commento).

Nel mezzo di tutto questo, il meraviglioso intervento sgrammaticato e sconclusionato in consiglio comunale in occasione della Giornata della Memoria 2017, frutto di tempi in cui, a sentir Versaci stesso, aveva “pensato molto a cosa dire”, e risoltosi nel racconto della sua gita a Auschwitz. Per rinfrescare la memoria ai più smemorati ne riportiamo alcuni estratti: ogni valutazione la lasciamo a voi. Buona lettura.

Versaci, a suo dire, rimase impressionato dalle “casette [le celebri casette dei lager, ndr], dall’immensità del posto e dal freddo. […] Le cose dal vivo fanno la differenza, camminare in mezzo a quel freddo e quella neve, era molto forte, soprattutto Birkenau… non si riusciva a vedere la fine delle rotaie. Quando tornai a casa, capii che forse ancora oggi compiamo degli errori… gli errori del passato bisogna accoglierli [vuoi non spalancare la porta a errorucci del passato?] e trasmetterli alle generazioni future… Non saprei neanche definirla, quella follia umana, boh, non lo so… poi uno s’interroga, no, c’era qualcuno che credeva che la razza perfetta poteva esistere. Quindi, anche un po’ questo è il motivo per mettermi in gioco e spero di riuscirlo a farlo. Io non aggiungo altro…”.

Ecco, le credenze sull'esistenza della razza perfetta le lasciamo ai minorati e ai nazifascisti (i lettori ci perdonino la ripetizione lemmatica). Ma qualora esistesse, diamo per scontato che Versaci non ne farebbe parte. Il consigliere comunale non si ricandiderà? Uno in meno a cianciare di cultura. Poco male.