Allestimento per l'edizione 2015 del Torino Film Festival in piazza Castello

Svolta online: il Torino Film Festival si farà, ma come non si sa

di REDAZIONE
pubblicato il 22/04/2020


“Allo stato attuale delle cose, il Torino Film Festival diventa un articolato progetto culturale per il web che non deve disturbare la filiera della distribuzione e non sarà una semplice trasposizione online. La speranza di riuscire a tornare in sala al più presto è fortissima e se così sarà faremo proficuamente coesistere le due opportunità in un progetto di svolta”. Con queste parole ha esordito ieri sera Stefano Francia di Celle, direttore del Torino Film Festival, ai microfoni della trasmissione radiofonica di Rai 3 “Hollywood Party”, di cui era ospite insieme a Enzo Ghigo, presidente del Museo del Cinema.

Sollecitati dai conduttori Steve Della Casa e Alessandro Boschi, Francia e Ghigo hanno fatto il punto su che cosa significhi pensare e organizzare un festival cinematografico, il terzo in Italia per importanza, in un momento come questo. “Di fronte all’alternativa di far saltare il festival per gli enormi problemi del momento attuale abbiamo deciso di reinventarci - continua Stefano Francia di Celle - ponendoci come massima preoccupazione il rispetto del lavoro dei produttori, dei distributori e degli esercenti che vogliamo promuovere. Le sezioni saranno rafforzate e semplificate ed è stato ridotto il numero dei film; ho voluto dare una forte impronta al femminile, confermando l’adesione al protocollo per la parità di genere. Rafforzeremo la vocazione del festival per la creatività giovanile con il ritorno della sezione di cortometraggi internazionali impreziosita dal premio Rai Cinema Channel”.

“Per il Museo Nazionale del Cinema è una sfida veicolare il Torino Film Festival con un meccanismo nuovo - sottolinea Enzo Ghigo - con la speranza forte di poter ritornare in sala, è la cosa a cui si tiene di più, perché solo lì le pellicole creano quel pathos particolare, è lì che il miracolo del cinema si compie. Nel caso riuscissimo ad avere i cinema aperti, la nostra idea è di coinvolgere un alto numero di sale cittadine, oltre una decina, per fare un festival diffuso sul territorio”.

“Il Museo Nazionale del Cinema non può fermarsi anche in un momento difficile e pieno di incognite come questo - afferma Domenico De Gaetano, direttore del Museo del Cinema. Ha un dovere morale e culturale sia nei confronti degli enti che lo sostengono sia nei confronti del pubblico che in questi anni ha creduto in noi. Per questo motivo ci siamo da subito attivati per valutare tutte le opzioni, non solo per il Tff, ma anche per gli altri festival, il Cinema Massimo e il museo alla Mole”.

Saremo sinceri. La svolta online del TFF ci suscita due stati d'animo. Perplessità, dovuta al nostro nutrire riserve verso la scelta di un format in streaming per un festival, che a questo punto rischierebbe di diventare una comune rassegna online. Curiosità, perché non sappiamo quali trucchi abbia in serbo la dirigenza del Museo del Cinema per ovviare a evidenti problematiche da Covid. Confidiamo, nei dirigenti del TFF e del Museo: siamo certi che gli stessi comprensibili dubbi che nutriamo noi oggi siano stati da loro adeguatamente soppesati.