Decamerone 2020: la cultura reagisce al coronavirus con Boccaccio

di REDAZIONE
pubblicato il 29/02/2020


La cultura torinese, ma non solo, nei giorni delle misure di contrasto al coronavirus si fa social. Non solo i musei e i principali poli culturali, che propongono itinerari virtuali e dirette streaming degli eventi. La reazione veiene dal basso, e coinvolge numerose realtà del territorio nazionale. E, naturalmente, anche realtà torinesi. Obiettivo? Rileggere (occasione utile per chi non lo avesse mai fatto) il Decamerone di Boccaccio in diretta social sulla pagine Decamerone 2020: oltre 100 tra operatori culturali, artisti, librai, gestori di locali, semplici fruitori, provenienti da numerose città d'Italia, che hanno deciso di "farci vedere e sentire" leggendo integralmente, per 10 giornate, uno dei capisaldi della letteratura nostrana a partire dalle 10 di mattina del 29 febbraio. L'idea è stata lanciata dalla libreria torinese Luna's Torta.

Ecco quanto scrivono gli organizzatori: “L’emergenza legata al coronavirus e le conseguenti limitazioni alle attività messe in atto da numerose regioni hanno avuto e continueranno ad avere gravi ripercussioni su molti comparti della vita economica. Uno dei settori più colpiti è quello della cultura: la totale sopressione di ogni evento, la chiusura dei musei, la chiusura delle scuole hanno danneggiato a vari livelli moltissimi operatori e attualmente non sono previsti (e in molti casi non sono nemmeno sul tavolo di discussione) ammortizzatori sociali che in qualche modo possano limitare le perdite.

Se infatti sono in discussione misure che andranno a sostenere turismo e commercio, non sono al momento contemplati piani di salvaguardia per tutti quei lavoratori non “standardizzati” e difficilmente raggruppabili in una categoria. Eppure siamo moltissimi: organizzatori, librai, gestori di locali, musicisti, cantanti, attori, performer, operatori museali, insegnanti privati che lavorano a progetto in scuole e università... Un esercito di persone non riconosciuto ufficialmente che ogni giorno lavora per mantenere viva un’idea di cultura diffusa e che è invisibile sui tavoli ufficiali.

Da qui nasce l’idea del Decamerone 2020. Chiusi nei nostri luoghi in attesa che passi il contagio, la cosa che ci viene meglio è continuare a parlare e a raccontare. Facciamo questo e lo facciamo ogni giorno. Lo facciamo collaborando tra noi e coinvolgendo chi delle nostre attività fruisce.

A partire da sabato 29 febbraio verranno pubblicati per 10 giornate i video di oltre 100 lettori che leggeranno il Decamerone. Ci siamo tutti: organizzatori, librai, artisti, spettatori e fruitori provenienti da diverse città d’Italia.

Chiediamo che venga predisposto un fondo di emergenza per tutti coloro che in questi lunghi giorni hanno visto azzerarsi o ridursi drasticamente i propri introiti. E chiediamo che questo fondo resti attivo, per evitare e prevenire altre situazioni di simile gravità. Per fare questo è necessario e auspicabile che finalmente venga riconosciuto il valore sociale e lavorativo di chi ogni giorno opera in ambito culturale.

Se un augurio possiamo farci è che quest’emergenza possa accendere una luce sul numero enorme di persone che lavorano senza tutele e riconoscimento.Sappiamo di non essere l’unico settore in cui questo accade. Ci auguriamo che questa lunghissima maratona possa essere d’aiuto a tutti coloro che in questi giorni si ritrovano nella medesima situazione”.