La mostra su Newton alla GAM è un inno alla bellezza femminile

di MANUELA MAROCCO
pubblicato il 26/02/2020


È visitabile alla GAM Torino la prima mostra imperdibile dell’anno: Helmut Newton, tra semplicità e provocazione, è un inno alla bellezza femminile.

Helmut Newton continua a vivere tramite la sua opera. E la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino cerca di raccontare la sua incredibile carriera con Helmut Newton. Works, la retrospettiva visitabile dal 30 gennaio al 3 maggio 2020. L’esposizione, promossa da Fondazione Torino Musei, è curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino che ha deciso di selezionare 68 fotografie che riassumono la grande carriera del fotografo. A proposito della mostra il curatore afferma che “la fotografia di Helmut Newton sfugge a qualsiasi classificazione e trascende i generi [...], realizzando un corpus fotografico che continua a essere inimitabile e ineguagliabile”.

Diviso in quattro sezioni, il percorso espositivo si apre con “Due donne, Two women” opera iconica del 1982 scelta come fotografia d’apertura della mostra: è la foto che troviamo non appena varchiamo l’ingresso della prima sala, quella che salta subito ai nostri occhi, che si staglia sulla nostra mente; nella prima sala è riassunta anche la massima di H. Newton, “Fotografo ciò che mi attrae, le cose che trovo interessanti o belle – il tipo di mondo che vorrei. Non è il mondo in cui vivo.” scritta sulla parete laterale.

Helmut Newton, infatti, non ha mai smesso di stupire e stupirci. La sua fotografia racchiude circa cinque decenni di lavori particolari, soggettivi, sintomo di autori di grande carattere come Newton. Tutto il suo successo però racchiude una vita turbolenta e amara quasi impercettibile nei suoi lavori. Newton, pseudonimo di H. Neustadter, ebreo di Berlino, si trasferisce in età giovanile a Singapore a seguito delle leggi razziali, ma viene poi deportato in Australia e dopo un periodo liberato; riesce ad ottenere la cittadinanza australiana iniziando a fotografare per la moda.

Presto si trasferisce a Parigi per lavorare sempre nel campo della moda: la sua non è la solita visione della fotografia di moda sartoriale e costruita ma è uno scenario completamente diverso, in cui Newton rivoluziona il mondo stesso di cui si occupa, trasformando una semplice fotografia di moda in qualcosa di più profondo, applicando una nuova impostazione che indaga il nudo mettendolo in primo piano rispetto agli abiti. Un inno alla bellezza della donna senza che le sia per forza cucita addosso. A proposito di ciò una fotografia emblematica è “Sie Kommen Dressed and sie Kommen Naked” del 1981, in cui vengono messe a confronto due foto uguali ma diverse: una raffigurante quattro modelle vestite con abiti sartoriali, l’altra con le medesime modelle – nella stessa posizione e inquadratura – ma completamente svestite.

Al centro dei suoi lavori infatti troviamo le donne: fotografa alcune tra le donne più influenti di quegli anni come Paloma Picasso, Lyz Taylor, Claudia Schiffer, Alba Parietti, culminando con il celebre ritratto di Leni Riefenstahl datato 2000. In un altro suo lavoro, Big Nudes, introduce e sviluppa anche il tema della donna anni ’80, una figura al passo con il contesto storico-culturale del tempo, in evoluzione, in cui la figura femminile acquisisce sempre più importanza nella società, testimoniato dal fatto che le donne che Newton rappresenta sono forti, culturiste, con fisici impostati, quasi delle amazzoni michelangiolesche.

È infatti a Parigi che Helmut Newton inizia ad avere molto successo, tra gli anni Settanta e Ottanta, iniziando a lavorare per Vogue, Vanity Fair, Marie Claire, Elle e per altre riviste importanti. La sua fotografia di moda diventa quindi una continua sperimentazione tra modelle vestite, svestite, manichini, sfondi neutri o composti di paesaggi naturali-artificiali. La frase che accompagna un’altra delle sale è infatti la seguente: “Non m’interessa il buon gusto. […] Mi piace essere l’enfant terrible”. All’interno della mostra si può apprezzare anche la grande abilità ritrattistica di Newton, a partire dai due ritratti iconici che aprono la sala, quello di Debra Winger e di Ralph Fiennies.

Helmut Newton aveva compreso che le sue foto più avevano carattere ambiguo e più riuscivano ad entrare nella memoria dell’osservatore. Ed è proprio questo il sentimento che si prova visitando questa esposizione imperdibile. Non serve svelare più nulla, pertanto lascio al visitatore la scoperta di questo viaggio esclusivo, elegante e persuasivo nella vita di Helmut Newton.

 

Informazioni utili: La mostra Helmut Newton - Works, presso la GAM - Via Magenta 31(TO) è aperta dal martedì alla domenica (lunedì chiuso), dalle ore 10 alle ore 18 (la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura) e prevede un costo di euro 10 (biglietto intero) e di euro 8 (biglietto ridotto); l’ingresso gratuito è previsto per chi possiede Abbonamento Musei e Torino Card.