La postazione installata in Piazza CLN, tra le più note location di Profondo Rosso

Le 20 postazioni di ''Girando per Torino''. Ovvero: provincialismo, istruzioni per l'uso

di NICOLA DECORATO
pubblicato il 16/02/2020


È stato presentato oggi alla stampa e al pubblico torinese il tour di cineturismo “Girando per Torino”, un percorso composto da 20 postazioni multimediali dislocate nel centro cittadino che raccontano la storia del cinema realizzato a Torino nel corso degli anni, dalla nascita della settima arte ad oggi. In questo anno di celebrazioni che vedono il cinema al centro della programmazione culturale della Città, il progetto ha l'obiettivo di offrire ai torinesi e ai turisti la possibilità di approfondire e rivivere venti pellicole che hanno contribuito a rendere Torino meta e location privilegiata di tantissime produzioni cinematografiche. Venti differenti postazioni nei luoghi più iconici della città, ciascuna dedicata ad una specifica pellicola: da Cabiria fino al recentissimo The King's Man, passando attraverso Profondo Rosso, Santa Maradona, La Meglio Gioventù, Dopo Mezzanotte, Il Divo”. È quanto recita l’incipit del comunicato stampa diffuso dal Comune di Torino per salutare l’avvio del nuovo progetto nel solco di Torino Città del Cinema 2020.

E si tratta di un progetto apprezzabile. Il design delle postazioni non guasta l’armonia di strade e piazze dalle quali sono ospitate, i contenuti proiettati sono fuor di dubbio interessanti e ben realizzati. Ma. Ma naturalmente a Torino, anche quando tentiamo l’impervia strada dei progetti interessanti e ben concepiti, la battiamo male. Perché? Per due motivi. Anzitutto, lo “spazio” dedicato alle pellicole girate a Torino parrebbe aprirsi e risolversi in questa risicata parentesi. Di rassegne o appuntamenti per riscoprire i film in questione neanche l’ombra. Ragion per cui l’intero progetto si risolve in una serie di input. Non certo in una disamina approfondita del rapporto tra Torino e il mondo del cinema.

In secondo luogo, non una parola su quel straordinario e semisconosciuto capitolo della “città visibile”, come l’ha definito Franco Vigni. Vale a dire il tema (di derivazione neorealista) del rapporto tra cinema e spazio urbano: la città come cartina di tornasole per osservare le lacerazioni del tessuto sociale, la città come provetta nella quale sono racchiuse travagliate vicende umane, l’habitat cittadino come concausa di certe scelte degli individui (pensiamo alla Gotham del Joker di Phillips), la città come lente di ingrandimento attraverso la quale osservare gli squilibri sociali tipici del tessuto urbano, la città come espressione e al tempo stesso concausa della cultura di una comunità. Spazi urbani divenuti scenari canonici di quel cinema neorealista che, immerso nella realtà dell’immediato dopoguerra (spesso fatta di immense aree urbane ridotte in macerie entro cui si svolgono le vicissitudini dei personaggi), li elevava a punto di osservazione privilegiato per perlustrare fenomeni e processi sociali. Un’area d’indagine che ha coinvolto sociologi, cineasti e intellettuali in genere negli ultimi tempi, e che avrebbe potuto rappresentare uno spunto per progetti culturali approfonditi e innovativi. Ma nulla di tutto questo sotto il sole.

Infine, non si può non citare uno dei film probabilmente più blasonati che hanno fatto tappa a Torino nel corso delle riprese: quel Hannah e le sue sorelle girato al Teatro Regio che ribadì l’appartenza di Woody Allen all’olimpo dei più celebri registi statunitensi, aggiudicandosi tre premi Oscar nel corso della cerimonia del 1987 (miglior sceneggiatura originale ad Allen, miglior attrice non protagonista a Dianne Wiest e miglior attore non protagonista a Michael Caine). Il non aver dedicato postazioni a una delle realizzazioni più mature della cinematografia degli anni ottanta è quantomeno discutibile. Ed è nostro malgrado metafora della condizione di Torino: che anche quando vanta tutte le carte in regola per essere internazionale, si rifugia in uno sterile provincialismo.

A seguire, il resto del comunicato stampa: “Nell'anno in cui il Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte compiono rispettivamente vent'anni, il tour permetterà ai visitatori di scoprire aneddoti e curiosità su ciascuno dei film individuati, evidenziando ancora una volta lo storico legame tra Torino e l'industria culturale e produttiva del cinema.

Ognuna delle venti postazioni è stata realizzata esternamente con grafiche ed immagini legate ad uno specifico film, alternate a pannelli riflettenti che mirano a valorizzare il contesto architettonico circostante. Internamente la postazione permetterà al pubblico di accomodarsi su sedute che richiamano quelle dell'Aula del Tempio della Mole Antonelliana per visionare video legati alla pellicola e ascoltare commenti e curiosità che hanno la voce di Steve Della Casa e Efisio Mulas, storici conduttori della trasmissione radiofonica di Radio Tre “Hollywood Party”.

Una mappa cartacea - che elenca e raffigura le venti location e i venti film ad esse collegate - verrà distribuita presso gli uffici del turismo di Piazza Castello e Piazza Carlo Felice; è naturalmente possibile visionare l'intero tour sul sito di Torino Città del Cinema, ed è inoltre possibile scaricare gratuitamente e utilizzare l'App “Italy For Movies”: all'interno di quest'ultima si trova l’itinerario dedicato a Torino Città del Cinema 2020, con percorsi e itinerari turistici ideati e curati da Steve Della Casa e Federica De Luca.

Se la postazione punta infatti alla valorizzazione dell'opera filmica, l'uso dell'applicazione – “l'App che fa CIAK”, lanciata lo scorso anno dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali- permette di valorizzare la location di riferimento, restituendo così al pubblico tanto l'anima cinematografica quanto quella turistica del progetto.

Per valorizzare il risvolto turistico del progetto è stata inoltre realizzata un'articolata campagna di comunicazione composta da affissioni, videomapping, merchandise, supporti editoriali di vario tipo (brochure, cartoline, mappe), insieme alla promozione sui più importanti social e ad una pianificazione media (banner e adv sulle principali testate nazionali).

Le ‘opere’ - a completamento dell’installazione inaugurata lo scorso novembre in piazza Castello - sono realizzate da Fargo Film, ideate e progettate dallo Studio Loredana Iacopino Architettura.

Tutte le postazioni saranno attivate e fruibili per l'intero anno. La postazione situata all'interno della Stazione di Porta Nuova verrà invece aperta al pubblico a partire dalla giornata di martedì 18 febbraio.

Il progetto è stato curato da Film Commission Torino Piemonte e Museo Nazionale del Cinema e vede Iren come Partner Tecnico di “Girando per Torino”: in questo modo il Gruppo conferma il proprio interesse alle iniziative culturali del territorio.

L'iniziativa fa parte di ‘Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno’, un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino, media partner Rai”.