L'anno che verrà: le dieci mostre torinesi da visitare nel 2020

di VINCENZO LO IACONO
pubblicato il 03/01/2020


Nuovo anno, stesso leitmotiv: cosa scrivevamo un anno fa, in un articolo dal titolo parzialmente identico? “Chiuso il capitolo 2018, il mondo della cultura torinese è già proiettato nel nuovo anno. Che, senza girarci troppo intorno, sotto il profilo stilistico altro non è che un proseguimento del 2018. Certo cambiano le mostre: ma il leitmotiv resta il medesimo. Alta qualità mitigata da zero titoli blockbuster. Nessun Monet e nessun Picasso, per intenderci. Nomi di fama tale da convogliare ampie fette di pubblico da fuori città (come accaduto proprio per l’ormai lontano Monet alla GAM nel 2015)”. È sufficiente sostituire i “2018” presenti con “2019” e il gioco è fatto.

Cambiano le mostre, certo (e non potrebbe essere altrimenti). Quindi, ad affiancare gli allestimenti inaugurati al volgere del 2019 e che saranno sicuri protagonisti di questo avvio di 2020 (Mantegna e Man Ray su tutti), ecco le principali esposizioni temporanee che caratterizzeranno la nuova stagione culturale torinese.

Raffaello alla Galleria Sabauda – I Musei Reali omaggeranno il pittore toscano in occasione del cinquecentenario della morte. Non serve aggiungere altro. Per il momento si annuncia come un mezzo blockbuster, vedremo a tempo debito e a mostra inaugurata se si rivelerà l’asso pigliatutto (e blockbuster a pieno titolo) dell’anno.

Un paese protagonista a Palazzo Chiablese – Sempre i Musei Reali, ma sponda Palazzo Chiablese, inaugureranno il 2 aprile la mostra “Cipro. Crocevia delle civiltà”, costruita intorno alla principale collezione italiana di arte antica cipriota, di proprietà degli stessi Musei Reali. Si tratta di un’altra mostra in pieno stile “pagelliano”: come l’allestimento dedicato ad Armando Testa due anni fa, la mostra nasce probabilmente dall’esigenza di dover fare i conti con un budget museale risicato. Costi contenuti ma discreti margini di guadagno, oltre che un’occasione per valorizzare il patrimonio museale locale. Non che il percorso di visita si esaurirà tra i beni dei Reali: in arrivo pezzi di pregio provenienti dal British Museum e dal Metropolitan di New York. Mica male.

De Chirico e dintorni – “Savinio, De Chirico e gli italiani a Parigi”, che si inaugurerà ad ottobre presso la Fondazione Accorsi-Ometto, prosegue il discorso aperto dalla GAM nel 2019 con la temporanea dedicata a De Chirico. Con la speranza che si riveli capace di spingere ancora oltre l’asticella qualitativa (peraltro già alta), pur dovendo scendere a patti con budget assai più contenuti rispetto a quelli a disposizione dei poli museali pubblici. L’augurio? Che sia piccola ma ben costruita.

A colpi di barocco – Il 13 marzo segnerà l’avvio dell’esperienza “Sfida al barocco. Roma, Torino, Parigi 1680-1750” nella Citroniera della Reggia di Venaria. Una mostra di cui si parla da circa due anni e che finalmente troverà realizzazione.

L’antologica di Venaria – Dal 21 marzo al 20 settembre 2020, le Sale delle Arti della Reggia di Venaria ospitano la mostra “Paolo Pellegrin. Un’antologia”, dedicata al famoso fotografo dell’agenzia internazionale Magnum Photos vincitore di dieci World Press Photo Award.

GAM fotografica – È la Galleria ad aprire le grandi danze di questo 2020, con una antologica fotografica dal titolo “Helmut Newton. La vita e il suo universo”, in scena dal 30 gennaio al 3 maggio, dedicata al celebre fotografo tedesco, che in città non si vede dal 1999. Un appuntamento per certi versi immancabile, e ci auguriamo di sicuro richiamo per un polo – qual è la GAM – che troppo spesso negli ultimi tempi ha fatto i conti con risultati non eccellenti in termini di pubblico e di incassi.

Il fronte orientale – Il MAO – Museo d’Arte Orientale propone, dal 14 febbraio al 14 giugno 2020, la mostra dal titolo “Dipingere l’Asia dal Vero: Vita e opere di Arnold Henry Savage Landor” dedicata all’artista, antropologo, esploratore, avventuriero, scrittore, fotografo, giornalista e inventore. L’esposizione raduna il corpus più consistente a noi noto della pittura a olio di Savage Landor: un patrimonio prezioso, proveniente da più collezioni private, di circa 130 dipinti, 10 acquarelli e 5 disegni che l’artista anglo-fiorentino realizzò nei suoi lunghi soggiorni e viaggi attraverso Cina, Giappone, Corea, Tibet e Nepal. L’insieme di queste opere costituisce, allo stato attuale delle nostre conoscenze, il nucleo più consistente e significativo di dipinti di Savage Landor esistente al mondo

Il Neorealismo presso CAMERA – Con “Memoria e passione. Da Capa a Ghirri”, CAMERA – Centro Italiano per la fotografia si addentrerà tra i meandri del neorealismo attraverso le immagini più significative della collezione Guido Bertero, unica in Italia per qualità delle opere e degli artisti.

OGR contemporanee – A svettare nel panorama dell’arte contemporanea, oltre alla fidata Fondazione Sandretto, anche le OGR, presso cui dal 12 marzo sarà visitabile la personale di Jessica Stockholder, tra i principali volti del contemporaneo mondiale.

Spazio all’architettura – Le mostre dedicate all’architettura non abbondano certo. Ancor meno quelle dedicate ai massimi esponenti delle scuole novecentesche. La Pinacoteca Agnelli, a partire dal 3 aprile, rimedia a questa imperdonabile carenza attraverso l’apertura di “Le Corbusier. Viaggi, oggetti e collezioni”, dedicata all’architetto fondatore del Movimento Moderno, pioniere nell’uso del calcestruzzo armato per l’architettura, padre dell’urbanistica contemporanea, ma anche intellettuale e pittore.