Polemiche inutili e dove trovarle: il Salone invita di nuovo l'editore fascista (anzi no)

di REDAZIONE
pubblicato il 23/01/2020


Dopo le polemiche dello scorso anno, sfociate nella sua esclusione, la casa editrice Altaforte ha ricevuto per posta elettronica un invito dal Salone del Libro 2020. La notizia è comparsa sul periodico online Il Primato nazionale.

La Fiera, però, afferma che non intende sottoscrivere alcun contratto con la società, e che il messaggio è una comunicazione commerciale automatizzata partita dall'Aie (Associazione italiana editori) verso un database contenente i contatti di tutti coloro che hanno richiesto un codice ISBN negli ultimi due anni: tra questi compare anche la casa editrice SCA2080 srl con sede a Roma, che a quanto pare, risulta collegata al marchio Altaforte.

Nel 2019 l'editore era stato escluso per via dei legami di un suo responsabile, Francesco Polacchi, con Casa Pound. Il Primato nazionale afferma che Polacchi intende onorare l'invito ma anche proseguire la causa civile per danno di immagine.

Immediate le reazioni del mondo politico. L’assessore regionale a cultura, turismo e commercio Vittoria Poggio ha dichiarato “Ho chiesto all’Associazione Torino la Città del libro e al Circolo dei Lettori una nota sull’andamento organizzativo del Salone del libro. Con il presidente Cirio incontreremo il sindaco Appendino e l’assessore Leon per parlare dell’evento e quello degli inviti sarà certamente uno dei temi all’ordine del giorno”.

Reazioni anche da parte di Fabrizio Ricca, assessore regionale alla sicurezza (me che ancora pare ostinarsi nel reputarsi assessore alla cultura in pectore, nonostante a suo tempo fosse già stato redarguito da Cirio): “Chiederò al presidente Cirio e all’assessore Poggio di invitare i vertici del Salone del Libro nella prima giunta regionale utile per discutere insieme su come intendano garantire la pluralità all’interno del prossimo Salone del Libro. Sarà anche l’occasione per discutere insieme il tema dell’attribuzione degli spazi degli espositori e gli organizzatori dell’evento potranno spiegarci quali problematiche hanno individuato nelle ultime edizioni. Ritengo fondamentale una discussione collettiva per individuare strategie future condivise”.

Quel che Ricca pare non aver capito si può derubricare a due macrotemi: un invocato pluralismo che, invece, c’è sempre stato (della reiterata presenza del terrorista nero Franco Freda con le Edizioni AR negli anni passati ne vogliamo parlare?), e dell’incapacità di Ricca di riconoscere il Salone per quello che è: un evento a gestione privata che, in quanto tale, decide chi invitare e come comportarsi.