Governatore Cirio, ma lei non era liberale?

di REDAZIONE
pubblicato il 23/01/2020


Riceviamo, e pubblichiamo, l'opinione di un lettore relativo alla nomina di Daniele Goglio come rappresentante della Regione nel CdA del Museo Egizio.

“Gentile governatore Cirio, le scrivo tramite le colonne del Caffè Torinese in occasione della nomina di Daniele Goglio come rappresentante della Regione nel CdA del Museo Egizio. Mi preme ricordarle come la sua formazione politica di appartenenza continui, a ventisei anni dalla fondazione, a definirsi “liberale”. Non è questa la sede per dimostrare come di politiche liberali in Italia non se ne siano viste dai tempi del duo De Gasperi-Einaudi, ma è la sede per rammentare – a lei come ai lettori tutti – che la coerenza è merce rara. In ossequio alla filosofia politica di cui dovrebbe farsi portavoce, il governo dovrebbe essere limitato ai doveri essenziali.

In un Paese pullulante di statalisti – da sinistra a destra – miglior figura avrebbe fatto agli occhi dei pochi liberali rimasti se, obbligato a nominare un rappresentante della Regione, avesse orientato la sua scelta sul migliore dei profili possibili nell’interesse dell’ente museale, senza dar peso alle voluttà del partito che rappresenta il principale azionista della sua maggioranza. Si tratta, dopotutto, di politiche pubbliche pagate con i soldi dei contribuenti. Dovrebbe ricordare come i governatori, i parlamentari, i consiglieri e gli amministratori locali siano chiamati ad avere rispetto di questi soldi. Selezionando personaggi con adeguato curriculum da destinare alle cariche istituzionali più “periferiche”.

E se Goglio rappresenta davvero il non plus ultra, mi spiace constatare come il declino del Piemonte sia ormai irreversibile. Se una Regione si rivela incapace di scovare menti più brillanti di un automunito con la Patente B per il CdA del Museo Egizio, non solo è destinata al collasso, ma dovremmo tutti sperare che avvenga quanto prima. Per decoro. Lo stesso decoro frantumatosi sotto i colpi di una nomina ingiustificabile.”

Mario Barracano