La celebre Lettera 22 della Olivetti compie settant'anni

di REDAZIONE
pubblicato il 13/01/2020


Leggera e maneggevole al punto da divenire in brevissimo tempo la compagnia di viaggio di larga parte dei giornalisti italiani, tra i quali Enzo Biagi e Indro Montanelli. Ma anche capace di imporsi nel mercato globale del design, che proprio in quegli anni conosceva il suo primo e significativo boom. La Lettera 22, celebre macchina da scrivere portatile prodotta dalla Olivetti nello stabilimento di Aglié, compie quest’anno settant’anni.

Fu uno dei prodotti di maggior successo della Olivetti negli anni cinquanta, e ricevette premi sia in Italia (Premio Compasso d'oro 1954) sia all'estero (miglior prodotto di design del secolo secondo l'Illinois Institute of Technology nel 1959). Il Triennale Design Museum custodisce ben 6 modelli di lettera 22 in tre collezioni diverse compresa la collezione permanente, inoltre è esposta nella collezione permanente di design al Museum of Modern Art di New York.

Presentata nel 1950, sostituì la MP1, sul mercato da circa 20 anni. Questa portatile presentava importanti novità nel design e nella parte tecnica con nuovi cinematismi, ed fu la capostipite di una nuove famiglia di macchine per scrivere della Olivetti (fu seguita dalla celebre Lettera 32, altro successo olivettiano). Le linee arrotondate scelte dal designer Marcello Nizzoli, la compattezza della macchina, l’eleganza della tastiera incorporata nella carrozzeria, miste al rullo completamente nascosto e al ridotto ingombro della leva dell’interlinea progettati da Giuseppe Beccio ne decretarono il successo stilistico.

I 3,7 kilogrammi colorati di rosa, azzurro o verde fanno salire in maniera vertiginosa produzione e utili dell’azienda. In quegli anni la fabbrica di Ivrea conquistò il 30% del mercato mondiale delle macchine per Ufficio. E, di successo in successo, si raggiunse un numero di addetti ed un livello di produzione impensabili. Con quasi 50.000 dipendenti dei quali 30.000 impiegati nella produzione estera l’Azienda di Ivrea assunse una posizione di testa nella realizzazione di macchine da scrivere e di calcolatrici.

La fama della macchina ha negli anni travalicato il mondo della scrittura e del design contemporaneo: Lettera 22 è infatti il titolo di un cortometraggio opera prima del regista Rocco Triventi, vincitore del Premio della Critica e del Premio della Giuria Popolare nella sezione Corti del Territorio al VII Festival del Cinema indipendente di Foggia nel 2007. Il protagonista, Concetto Virri, passa le sue giornate in solitudine scrivendo 22 messaggi con la sua vecchia macchina per scrivere, appunto, la Lettera 22.

Potrebbe essere interessante conoscere il motivo per il quale la “Lettera 22” fu chiamata così. Forse perché le lettere dell’alfabeto italiano sono 21, e quel piccolo gioiello di meccanica avrebbe dovuto essere l’immaginario ventiduesimo grafema, indispensabile per comporre parole. Messe da parte supposizioni non dimostrabili è certo che la macchina da scrivere “Lettera 22” della Olivetti fu e rimane un gioiello industriale, certo, ma artistico a tutti gli effetti.