Artribune premia Torino: Christian Greco miglior direttore museale e DAMA miglior fiera del 2019

di REDAZIONE
pubblicato il 29/12/2019


Come a conclusione di ogni anno, Artribune stila le sue classifiche. Artisti, curatori, musei, gallerie: anche quest’anno vengono premiati coloro che maggiormente si sono distinti con la propria ricerca d’area artistica, i progetti più sperimentali, i colpi di genio nel panorama dell’arte e della cultura contemporanea. Non senza qualche sorpresa. E, tra il non plus ultra del 2019, Torino figura in due occasioni (poche, rispetto al ben più cospicuo numero di presenze di Milano, Roma e dei poli e personaggi veneti).

Innanzitutto nella categoria “Miglior Fiera Italiana”. E la sorpresa è proprio qui, perché a essere premiata è stata DAMA, una non-fiera. Ci è piaciuta – si legge sul sito di Artribune – la quarta edizione del progetto espositivo ideato e organizzato da Giorgio Galotti con Domenico De Chirico. Nel 2019 la manifestazione ha raddoppiato dislocandosi tra due struggenti palazzi barocchi di Torino: il recentemente restaurato Palazzo Coardi di Carpeneto, dove hanno esposto 11 gallerie (due per sala) e Palazzo Birago di Borgaro, a pochi minuti di distanza a piedi. L’impatto è stato notevole: tra sale barocche con grandi lampadari in cristallo, stucchi e tende damascate, e una ottima selezione di opere e gallerie contemporanee europee".

È inserita tra le fiere collaterali di Artissima nel corso della settimana dell’arte contemporanea, ma si tiene piuttosto alla larga dal format fieristico tradizionale. DAMA è giunta alla quarta edizione con una veste rinnovata. Prima di tutto per le spettacolari location in cui si divide: il recentemente restaurato Palazzo Coardi di Carpeneto, dove espongono le 11 gallerie (due per sala) e Palazzo Birago di Borgaro, a pochi minuti di distanza a piedi, dove il Live Programme gode di uno spazio più ampio rispetto alle precedenti edizioni.

Tra le nuove partecipazioni anche la Franz Kaka di Toronto e la Galerie Main di Melbourne, oltre alla riconfermata Cassina Project (di New York e, da poco, Milano) e alla Giorgio Galotti di Torino, che presenta una serie di lavori in ceramica esposti lungo lo scalone di ingresso del palazzo. Installazioni e video si sono sviluppati nelle sale legandosi in un unico filo conduttore: il tentativo di sfidare i sistemi di potere, ribaltando le retoriche legate a razza, classe, specie e genere.

Come miglior direttore di museo è stato invece scelto Christian Greco, alla guida della Fondazione Museo Egizio di Torino, a causa dell’impegno profuso nell’istituzione per difendere il diritto alla cultura, dotandola di un programma espositivo di alto livello, per rendere il patrimonio archeologico e la storia antica accessibili al grande pubblico: "Accessibilità è una delle parole chiave usate dallo stesso Greco per descrivere l'approccio del Museo Egizio al suo pubblico – si legge nella motivazione del premio – ribadendo un'idea di apertura al dialogo fondamentale in un'epoca incerta e fragile come la nostra".