A trent'anni dalla morte il Museo del Cinema rende omaggio a Luciano Salce

di REDAZIONE
pubblicato il 11/12/2019


Il Museo Nazionale del Cinema rende omaggio a Luciano Salce per ricordare, in occasione del trentesimo anniversario dalla sua scomparsa, questa straordinaria figura del cinema, del teatro, della radio e della televisione del nostro paese. Una carriera strepitosa iniziata nell'immediato dopoguerra e protrattasi sino al momento della sua morte. Luciano Salce ha attraversato oltre quarant'anni di storia dello spettacolo e della cultura italiana vestendo i panni di attore, regista, sceneggiatore, conduttore radiofonico e televisivo, commediografo e paroliere italiano.

Al Cinema Massimo - MNC da venerdì 13 dicembreamercoledì18 dicembre una rassegna a lui dedicata, organizzata dal Museo Nazionale del Cinema insieme al Centro Studi Cinematografici e con la collaborazione di Piemonte Movie. L’omaggio inaugura il 13 dicembre alle ore 20.45 con il documentario L’uomo dalla bocca storta di Emanuele Salce e Andrea Pergolari che incontreranno il pubblico prima del film. Moderano Massimo Causo e Giancarlo Zappoli.

Fra i titoli in programma Fantozzi, Il federale, La voglia matta, L’anatra all’arancia, Colpo di stato, Vediamoci chiaro e Le ore dell’amore.

Ingresso euro 6.00/4.00

 

Programma

 

Andrea Pergolari, Emanuele Salce

L’uomo dalla bocca storta

(Italia 2009, 59’, HD, col.)

Luciano Salce, regista multiforme e prima ancora attore, cabarettista e intrattenitore, sia teatrale che televisivo, era l'uomo dalla bocca storta che dà il titolo al documentario realizzato per raccontare il suo cinema. Emanuele Salce racconta il padre a partire da lettere, racconti e aneddoti di chi l'ha conosciuto.

Ven 13, h. 20.45 – Prima del film incontro con Andrea Pergolari ed Emanuele Salce. Moderano Massimo Causo e Giancarlo Zappoli

 

Fantozzi

(Italia 1975, 98’, 35mm, col.)

Insignificante rotellina nello smisurato ingranaggio di una grande azienda, l'impiegato Fantozzi comincia le sue giornate lottando contro il tempo, poiché ha il cartellino da timbrare, mentre gli autobus sono superaffollati; prosegue seminascosto dietro pile di pratiche che gli sfaticati colleghi si premurano di affibbiargli approfittando della sua arrendevolezza. Tornato a casa, trova magro sollievo in una moglie brutta e sfiorita, e una figlia orripilante.

Sab 14, h. 15.45

 

Il federale

(Italia 1961, 100’, 35mm, b/n)

Durante l'occupazione tedesca di Roma, ad Arcovazzi (Ugo Tognazzi), un ambizioso graduato delle brigate nere, viene affidato il compito di catturare il professor Bonafé, un filosofo antifascista. Ma se l'arresto è impresa facile, il viaggio di ritorno a Roma dov'egli s'era rifugiato presenta non poche difficoltà.

Sab 14, h. 17.30/Lun 16, h. 17.30

 

La voglia matta

(Italia 1962, 110’, 35mm, b/n)

L'ingegner Antonio Berlingheri (Ugo Tognazzi), industriale milanese, si reca a visitare il figlio in collegio. Lungo la strada, si imbatte in un gruppo di ragazzi diretti ad un pic-nic al mare e decide di unirsi a loro. Berlingheri comincia a corteggiare una ragazza di sedici anni, Francesca (Catherine Spaak, al suo primo film), e se ne invaghisce. Ad un certo punto crede di essere tornato ad avere venti anni.

Dom 15, h. 16.00

 

L’anatra all’arancia

(Italia 1975, 105’, HD, col.)

Sposati da dieci anni, Lisa (Monica Vitti) e Livio (Ugo Tognazzi), ricchi e affermati, amano le avventure facili e si tradiscono. L'equilibrio tra loro viene compromesso dall'arrivo di un distinto giovane straniero, Jean-Claude, che si invaghisce di Lisa. Livio cerca di allontanarlo colpendolo nell'orgoglio. David di Donatello ai due protagonisti.

Dom 15, h. 18.15

 

Colpo di stato

(Italia 1969, 105’, 35mm, col.)

Alla vigilia delle elezioni politiche del 1972, le previsioni danno per scontata un’ennesima vittoria della DC. A votazione avvenuta, però, un prodigioso calcolatore elettronico, fatto venire appositamente dall'America, rivela che a vincere sono stati i comunisti, i cui voti superano di gran lunga quelli del partito al governo. Il film fu all’epoca boicottato da tutta la politica ed ebbe scarsissima diffusione nelle sale.

Lun 16, h. 15.30

 

Vediamoci chiaro

(Italia 1984, 100’, 35mm, col.)

Alberto Catuzzi (Johnny Dorelli) è il giovane manager di una TV privata, con qualche problema economico ma, complessivamente, in buona salute, tanto che da tempo un certo Mercalli cerca di assicurarsene la proprietà. Alberto è convinto che con il nuovo programma "Vediamoci chiaro" riuscirà a risolvere tutti i suoi problemi finanziari ma un grave incidente automobilistico lo priva della vista e, di conseguenza, del controllo diretto della società.

Mar 17, h. 16.00

 

Le ore dell’amore

(Italia 1963, 110’, 35mm, b/n)

Gianni (Ugo Tognazzi) e Maretta (Emmanuelle Riva), che hanno vissuto insieme per tre anni, decidono di sposarsi. Nonostante conducano una vita agiata, il matrimonio si rivela per Gianni insopportabile. Maretta tenta ogni cosa per salvare l'unione, ma si scontra col carattere frivolo del marito. Di reciproco accordo decidono così di tornare a vivere da amanti come avevano fatto prima di sposarsi.

Mer 18, h. 16.00