Moving Ray, il cinema sperimentale di Man Ray

di REDAZIONE
pubblicato il 11/12/2019


In occasione della mostra WO | MAN RAY. Le seduzioni della fotografia, in prosecuzione a Torino fino al 19 gennaio 2020, AIACE Torino e CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia dedicano giovedì 12 dicembre 2019 un duplice appuntamento al cinema sperimentale dell’artista statunitense. Come altri esponenti delle avanguardie del Novecento, Man Ray ha considerato il cinema come un nuovo strumento ricco di potenzialità sperimentali ed è stato il primo fotografo a trasporre nella settima arte le stesse tecniche che andava elaborando nell’ambito della sua produzione principale: dalle immagini astratte ottenute con il procedimento rayografico alla rappresentazione di un mondo parallelo, fatto di oggetti o di brevi narrazioni surreali, alla celebrazione del mondo femminile, interpretato, tra le altre, da Kiki de Montparnasse.

Nel corso del primo incontro della giornata, alle 18.30 a CAMERA, Alessandro Amaducci, videoartistista e docente di videoarte e avanguardie mediali presso il DAMS di Torino, guiderà il pubblico alla scoperta del cinema “nascosto” e sperimentale di Man Ray attraverso la visione e l’analisi di estratti dei suoi film più importanti: Retour à la raison, Emak Bakia, L’étoile de mer, e Les Mystères du Château du Dé. All’incontro parteciperà Walter Guadagnini, direttore di CAMERA.

In serata, alle 21.15 al Cinema Centrale, i quattro cortometraggi muti (durata complessiva: 55’ circa) verranno proposti sul grande schermo con la sonorizzazione dal vivo del compositore Paolo Spaccamonti, che accompagnerà la proiezione con musiche originali per chitarra elettrica effettata. “Credo che il silenzio —commenta il musicista torinese, il cui ultimo album da solista, “Volume Quattro”, uscito poche settimane fa, sta riscuotendo grande successo — alternato a pochi e scheletrici suoni, sia l’unico modo di avvicinarsi al cinema di Man Ray, già di per sé completo e incredibilmente stratificato. La musica con cui lo affiancherò sarà quindi il mio sguardo ammirato, un commento a mezza voce: prenderò per mano gli spettatori, non Man Ray”.