Scalone juvarriano, Palazzo Madama, Torino

Torino Capitale Europea della Cultura 2033, le ragioni del progetto

di REDAZIONE
pubblicato il 19/11/2019


Non è la prima volta che all’ombra delle Alpi si sussurra di una possibile candidatura di Torino come capitale europea della cultura. Ma, a differenza dei passati ritornelli, stavolta l’accordo tra le forze politiche c’è. Ed è unanime. Dalla maggioranza pentastellata alle opposizioni di centrodestra e centrosinistra: tutti concordano che il rilancio della città e del suo comparto culturale passino dal palcoscenico europeo.

Difficile dargli torto. Dopotutto, Matera – che il prossimo mese si appresterà a concludere l’anno che l’ha vista proprio capitale culturale europea – docet: per lavorare al dossier di candidatura occorrono tempo, denaro e impegno trasversale, tra mondo politico e civile. Per il solo dossier la città lucana investì quasi dieci anni fa circa 4 milioni di euro. Ma il ritorno economico è stato immediato, per il solo effetto della candidatura (prima, quindi, che venisse selezionata tra la rosa di dossier proposti in sede UE): turismo cresciuto del 176% tra 2010 e 2017, con i dati del 2019 ancora volatili e non definitivi ma che preannunciano un trionfo per la città dei sassi; budget d’investimento statale pari a 51 milioni capace di generare investimenti diretti sul territorio di circa 400 milioni. Ricadute indirette a parte.

Certo, la convergenza politica non è garanzia di effettiva messa in cantiere della candidatura. Già nel 2012 si parlava di un’ipotetica candidatura in ottica 2019. E, in quell’occasione, l’associazione Torino Nord Ovest realizzò un proprio dossier per valutare, sulla base delle esperienze di altre città europee candidatesi o nominate capitali della cultura, le ragioni del progetto e i suoi limiti.

Lo studio di documenti e pubblicazioni sulle Capitali Europee della Cultura del recente passato è una fonte utile per analizzare fattori di successo e criticità delle candidature e offrire alla Città di Torino elementi utili a decidere se, e come, organizzare i lavori per la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura nel 2019”, scriveva l’associazione sul proprio sito web. Un approccio che, tuttavia, non ha perso d’attualità.

A fronte dell’ampia letteratura sul tema, furono presi in esame i dossier di preselezione e selezione e i documenti di valutazione della Commissione Europea di cinque città: Liverpool 2008, Tallin 2011, Guimaraes 2012, Marsiglia 2013, Umea 2014, Mons 2015, San Sebastian 2016. Il documento contiene informazioni in forma sintetica sulle peculiarità delle città vincitrici del titolo negli anni passati, sugli orientamenti dell’Unione Europea e sui principali criteri e argomentazioni adottati dalla giuria nel selezionare le città fino al 2016. Indici che qualsivoglia amministratore pubblico sarà chiamato a tenere a mente in caso di candidatura: noi, in attesa di notizie più certe, pubblichiamo integralmente il dossier.

Documento Torino Nord Ovest - Dossier candidatura Torino Capitale Europea della Cultura