Cirio ha scelto: Enzo Ghigo alla presidenza del Museo del Cinema

di VINCENZO LO IACONO
pubblicato il 15/11/2019


È Enzo Ghigo il nuovo presidente del Museo del Cinema. La giunta regionale l'ha scelto stamattina, dopo le dimissioni di Sergio Toffetti per la querelle sulla scelta del direttore Domenico De Gaetano. Alla vigilia del Torino Film Festival si chiude così una pagina burrascosa nella storia del Museo della Mole, che ora passa sotto la guida dell'ex presidente della Regione. Dopo tre anni e più di mille giorni di sedi vacanti (prima a mancare era il direttore, con la nomina di de Gaetano vi fu la rinuncia del presidente), le caselle dirigenziali all’ombra della Mole sono tutte occupate.

Sessantasei anni, uomo di Forza Italia, per dieci anni sullo scranno più alto di Piazza Castello, due legislature da parlamentare, da qualche anno è lontano dall'attività politica. Grande appassionato di ciclismo, dal 2015 è presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, all'interno della Federazione Ciclistica Italiana. Indiscrezioni sulla sua nomina a presidente del Museo del Cinema circolavano ormai da settimane, ma oggi è arrivata la designazione definitiva.

L’assegnazione della presidenza dell’ente museale a Ghigo è stata determinata dalla nomina dello stesso De Gaetano, spalleggiato nella corsa al posto di direttore dal Comune. Così, per prassi istituzionale, è spettato a Cirio & Co. scegliere il nuovo inquilino dell’ufficio di presidenza.

Nelle scorse settimane un altro nome – pur minoritariamente – si vocifera fosse stato vagliato: quello di luca Beatrice, ex presidente del Circolo dei Lettori. Anch’egli uomo gradito al centrodestra (seppur osteggiato da parte della Lega, attuale azionista di maggioranza della coalizione), era stato tra i papabili assessori alla cultura nel periodo di formazione della giunta Cirio. A escluderlo probabilmente dalla corsa la volontà espressa da egli stesso di far luce, anche per vie legali, sulla discussa vicenda della nomina di De Gaetano. E far condividere ai due le stesse stanze dopo quanto avvenuto sarebbe stata un’idea di dubbia perspicacia.