Da sinistra verso destra: Irina Belaeva in azione; uno dei mosaici realizzati a Messina; mosaico a Chicago di Jim Bachor

Le buche dell'asfalto torinese? Trasformatele in opere d'arte

di ELENA VALLE
pubblicato il 10/11/2019


Steve Wheen, Londra: nel 2010 l’artista avvia nella metropoli inglese un progetto di guerrilla gardening, per trasformare le buche che tormentano la vita dei pedoni in giardini in miniatura fioriti. Jim Bachor, Chicago: l’artista statunitense ha scelto di trasformare crepe e buche della sua città (il cui asfalto risente degli inverni molto freddi) inserendo al loro interno veri e propri mosaici.

Non da meno l’Italia: a Messina la bielorussa Irina Belaeva ha seguito l’esempio del collega del nordamericano dando vita a un vero e proprio itinerario di street art all’insegna dei mosaici, particolarmente in viale Boccetta ma altrettanto nel resto della città. Infine Juliana Santacruz a Parigi: la sua opera di Pothole Knitting ha letteralmente “messo una pezza” alla buche della capitale francese. A essere finiti all’interno delle asperità stradali sono stati ferri per il lavoro a maglia e fili colorati, lavorati a maglia o arrotolati per formare corde in cotone di dimensioni perfettamente adatte alle buche che andranno a ricoprire.

E Torino? Le buche, certo, non mancano. Ma nonostante gli sforzi del MAU (Museo di Arte Urbana) e del suo fondatore e direttore Edoardo Di Mauro per rendere il capoluogo sabaudo street art friendly, un progetto in questo senso non è mai stato lanciato dalla istituzioni. E non occorrerebbero certo spese ingenti per avviarlo, come insegna proprio il caso di Messina: Irina Belaeva ha necessitato della sola autorizzazione comunale, mettendo gratuitamente a disposizione della città (e della cittadinanza) le proprie capacità, contribuendo alla rigenerazione in senso artistico degli spazi urbani.

Una rigenerazione che, naturalmente, necessita di materiale: “È triste vedere i buchi lungo i marciapiedi. Per questo ho cominciato a raccogliere pezzi di mattonelle colorate dai cassoni delle ditte che eseguono lavori di ristrutturazione così come da scarti di amici e conoscenti. E ho iniziato a riempire i vuoti con il colore”, ha dichiarato la cinquantacinquenne bielorussa.