Torna Paratissima, e si interroga sulla pluralità dei punti di vista (nell'arte ma non solo)

di REDAZIONE
pubblicato il 30/10/2019


Paratissima 2019 torna a Torino dal 30 ottobre al 3 novembre 2019 per la quindicesima edizione della manifestazione nata inizialmente come evento off di Artissima e diventata nel giro di pochissimi anni uno degli eventi più importante della Torino Contemporary Week, la settimana dell’arte torinese.

Dopo aver celebrato la sua prima adolescenza con “Feeling Different“, quest’anno la quarta fiera d’arte contemporanea più visitata d’Italia lancia la call for artists “Multiversity“: stavolta l’invito per gli artisti è quello di interpretare la pluralità di mondi (immaginari o reali) e la moltiplicazione dei punti di vista attraverso il linguaggio dell’Arte.

Il Multiverso, ovvero l’idea dell’esistenza di dimensioni parallele e mondi alternativi permea la cultura popolare sin dall’alba dei tempi: dagli antichi greci fino ad arrivare alle più contemporanee teorie della fisica, il tema ha affascinato generazioni di studiosi e pensatori, generando decine di ipotesi più o meno fantasiose e verosimili. La storia del cinema e della letteratura è ricca di narrazioni sviluppate in percorsi spazio temporali paralleli, tanto da dar vita a intere saghe. Paratissima, per la quindicesima edizione, invita a riflettere sulla pluralità di alternative plausibili ed equamente coesistenti, metafora amplificata di ciò che dovrebbe accadere in piccolo nel nostro mondo, particella insignificante di un solo universo tra tanti. “Multiversity” si interroga sulla moltiplicazione dei punti di vista, sulla possibilità dell’Arte contemporanea di generare nuove visioni, scenari possibili, immaginari e immaginifici – auspicabilmente migliori – in cui l’individuo e tutto ciò che lo circonda e lo riguarda muta, sintonizzandosi su nuove coordinate non solo spazio-temporali ma soprattutto etiche, lontane da quella visione semplificata, univoca e miope di cui ultimamente la contemporaneità sembra purtroppo essere ostaggio.

338 gli artisti selezionati; 6 le sezioni curate:Multiversity Exhibition, Ph.ocus – About Photography, Bootique – Fashion & Design, ICS – Independent Curated Spaces, N.I.C.E. Exhibitions, G@P – Galleries at Paratissima, Think BIG, la nuova sezione dedicata alle installazioni fuori misura.

Think BIG, in particolare, è il progetto espositivo curato da Francesca Canfora e Laura Tota dedicato a grandi opere d’arte, non solo per forma ma anche per contenuti e messaggi. Tra queste, Honest John di Antonio Riello, un grande missile di 8 metri (copia in scala 1:1 di un vero missile Terra-Terra statunitense degli anni Sessanta) che mostra icasticamente la crisi del modello culturale occidentale e l’inedita installazione site-specific in fibra ottica di Carlo Bernardini che entrerà a far parte di Luci d’Artista e si basa sul concetto di trasformazione percettiva, in cui la luce crea un disegno nello spazio che cambia secondo i punti di vista e gli spostamenti dello spettatore.

Brama Renaissance di Robert Gligorov (courtesy Tomaso Renoldi Bracco) è ispirata al Laocoonte: come il serpente della statua, la tecnologia, rappresentata dalla spirale in inox, tutto avvolge, penetra e stravolge, mutando l’equilibrio che la natura e l’uomo hanno costruito nell’arco della loro evoluzione; mentre l’installazione Green Communities di Cracking Art, movimento artistico noto in tutto il mondo per la creazione di installazioni urbane caratterizzate dall’utilizzo di opere raffiguranti animali, realizzate in plastica rigenerabile colorata, porterà un branco di lupi nella manica
dell’ex Accademia che si affaccia su via Verdi.

Tra i progetti speciali, Let it light” di “NUR – New Urban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme”: dalla Walled Off Hotel Gallery di Betlemme, meglio nota come il Museo di Banksy, grazie alla collaborazione con la Città di Torino, arriveranno i tre artisti finalisti di “Let it light” (E luce sia!), il contest di arti visive dedicato ai giovani artisti palestinesi di età compresa tra i 18 e i 35 anni che esporranno le loro opere all’ex Accademia e saranno i protagonisti dei talk e dei workshop in programma. I tre artisti: Ahmed Yasin, Nour Jabareen, Yazan Abusalamah.

Artddiction”, invece, è il contest organizzato in collaborazione con Opera Sociale Avventista Onlus che affronta il tema delle dipendenze da un
punto di vista generale, concentrandosi sugli effetti che questa ha sulla libertà individuale dei soggetti che la sviluppano. In mostra a Paratissima i dieci artisti selezionati esporranno le loro opere, insieme ai primi tre classificati.

“Welcome to the Machine” è la mostra collettiva creata appositamente per il Festival della Tecnologia del Politecnico di Torino nel 160° anniversario della sua fondazione, che interpreta il rapporto tra uomo, tecnologia e società attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. Le opere, selezionate tramite call, saranno esposte dal 30 ottobre al 15 novembre al Politecnico (corso Duca degli Abruzzi 24) in occasione del Festival della Tecnologia in programma dal 7 al 10 novembre.

“Art in the City”, infine, è il progetto che si estende lungo un percorso espositivo in diversi quartieri della città, coinvolgendo esercizi commerciali, laboratori artigianali e studi professionali come location espositive all’interno di un vero e proprio network creativo con l’obiettivo di portare l’arte a contatto con il grande pubblico, contaminando la quotidianità in modo virale.

Paratissima è organizzata da PRS. La direzione artistica è di Francesca Canfora. È realizzata con il supporto di CDP Investimenti SGR, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti, il contributo di Compagnia di San Paolo e il patrocinio della Città di Torino.