La commissione cultura si riunisce, ma la maggioranza non si presenta

di VINCENZO LO IACONO
pubblicato il 13/10/2019


È l'11 ottobre, Sala dell'Orologio di Palazzo Civico. Nel corso della mattinata è programmata la seduta della commissione cultura del Comune di Torino. Giovani e futuro i macrotemi in programma, anche se dossier da sfilettare ce ne sarebbero. A partire dal caso del Museo Nazionale del Cinema. 

A presentarsi all'appello consiliare sono soltanto tre esponenti dell'opposizione. Silvio Magliano dei Moderati, Chiara Foglietta (vicepresidente della commissione) e Mimmo Carretta del Partito Democratico. I banchi restanti sono vuoti.

La maggioranza è infatti partita in massa per Napoli, dove ha luogo tra il 12 e il 13 la kermesse del M5S per festeggiare i dieci anni dalla nascita della formazione politica. Ma chi convoca le commissioni? La maggioranza. Salvo poi non presentarsi. Ma ad aver lasciato vacanti gli scranni sono anche le altre opposizioni di centrodestra, chiaramente non impegnate nella convention partenopea.

Il dibattito si sposta dunque in sede social, dove al post di Carretta a mezzo Facebook risponde il consigliere di maggioranza Fornari. Che pubblica una locandina della festa per il decennale pentastellato. Intervengono allora due altri membri della maggioranza cittadina:Daniela Albano, che commenta scrivendo a Fornari "Ma che risposta è?" e Serena Imbesi, che bolla l'accaduto come ingiustificabile.

La domanda che l'accaduto fa sorgere è un eterno ritorno della politica nazionale, con la quale già il Montanelli degli anni '60 attaccava l'allora Partito Comunista Italiano: a cosa va indirizzata la fedeltà dei politici? Al partito, come sembrerebbe, o piuttosto alle istituzioni che si è chiamati a servire (attività per la quale si è pubblicamente stipendiati)?