Bufera al Museo del Cinema, la versione (contrappuntata) di Leon

di VINCENZO LO IACONO
pubblicato il 08/10/2019


Riportiamo in versione integrale il punto di vista dell’assessore alla cultura in Comune Francesca Leon in merito alle vicende che hanno visto protagonisti, negli ultimi giorni, il Museo del Cinema, il dimessosi presidente Toffetti e i membri del comitato di gestione. L’integralità del punto di vista non ci ha tuttavia fatto rinunciare a contrappuntare i passaggi più ambigui di questo vero e proprio comunicato politico diffuso a mezzo social.

 

Museo del Cinema. Ecco come sono andate le cose: le dimissioni di Sergio Toffetti da Presidente del Museo Nazionale del Cinema non sono la conseguenza delle decisioni del Consigliere nominato dalla Città, ma sono intervenute a seguito della decisione, assunta dal Comitato di Gestione del Museo a maggioranza, sulla nomina del nuovo Direttore della Fondazione.

Il 19 settembre scorso, Il Comitato di Gestione, a seguito di una lunga procedura – di cui darò qui di seguito maggiori dettagli [Su Facebook? Un assessore dovrebbe riferire in aula ai colleghi di maggioranza e opposizione, secondo i dettami della buona prassi istituzionale. Che soltanto prassi poi non è, rappresentando a tutti gli effetti una forma di educazione verso l’istituzione comunale e verso i contribuenti] – e al termine della discussione nel merito della valutazione dei candidati selezionati, ha scelto con 4 voti a favore il candidato Domenico De Gaetano. Il Presidente, invece, si è espresso diversamente.

Il dr. Toffetti, prendendo atto di essere in minoranza, ha ritenuto di annunciare le proprie dimissioni a mezzo stampa, per poi confermarle in modo ufficiale il 23 settembre.

[Fino a questo punto le versioni di Toffetti, della stampa e di Leon concordano]

Di seguito il percorso di selezione attivato dal Comitato di Gestione. In data 11 marzo 2019 il Museo ha pubblicato sul proprio sito Web e su numerosi portali di settore (tra gli altri: Anai, Artribune, Boxoffice, Cinecittà, premio David di Donatello, FIAF, FilmTV, Polo museale del Piemonte, ecc.) l’Avviso per la selezione del Direttore, il cui testo è stato elaborato, discusso e approvato all’unanimità dal Comitato di Gestione. Il termine per la presentazione delle candidature era fissato al 15 aprile 2019.

L’avviso indicava chiaramente il percorso di selezione che qui riporto:

> Le domande pervenute saranno esaminate dal Comitato di Gestione del Museo; Il Comitato esaminerà il curriculum vitae e la lettera di motivazione. Il Museo avrà facoltà di chiedere chiarimenti e/o integrazioni alla documentazione presentata dai candidati, e potrà eventualmente avvalersi della consulenza di una società esterna specializzata in selezione del personale per ruoli dirigenziali;

> Il Comitato selezionerà a suo insindacabile giudizio una rosa di candidati, ai quali verrà chiesto di presentare un elaborato (max 5 cartelle) o una presentazione PowerPoint (max 10 slide) che, sulla base delle informazioni disponibili sui canali pubblici, esponga come il candidato intenda sviluppare la strategia di crescita della Fondazione Museo Nazionale del Cinema, correlata da adeguate ipotesi quantitative;

> La nomina avverrà da parte del Comitato di Gestione della Fondazione, a suo insindacabile giudizio;

> Il candidato selezionato per il ruolo riceverà comunicazione mediante lettera con avviso di ricevimento e email da parte della Presidenza della Fondazione;

> La presente ricerca non costituisce impegno vincolante ad affidare l’incarico da parte della Fondazione, che pertanto si riserva la facoltà di non dare corso alla copertura della posizione in assenza di candidati ritenuti idonei”.

Il Comitato di Gestione ha seguito la procedura che ho testé letto. All’avviso hanno risposto 70 candidati. Il Comitato ha deciso all’unanimità di non affidare questa fase di selezione ad una società esterna, preferendo, per meglio conoscere le caratteristiche dei candidati, una valutazione diretta da parte dei singoli componenti del Comitato di Gestione, tra i quali figurano sia esperti di gestione aziendale che operatori ed esperti dei settori archivistico e cinematografico. [D’accordo quanto agli operatori: se uno lavora nell’industria cinematografica non c’è nulla da obiettare. Ma che rappresentino “esperti” è una opinione di Leon, del tutto condivisibile quanto del tutto opinabile]

La fase di studio dei curricula e delle lettere di motivazione presentate dai candidati ha portato alla decisione unanime di scegliere, tra i 70, 18 candidati ai quali è stato chiesto di elaborare un progetto sulla loro idea di sviluppo e crescita del Museo. 17 dei 18 candidati hanno presentato il proprio elaborato, e su quella base il Comitato di Gestione ha valutato all’unanimità di ammettere al colloquio 8 candidati, che sono stati auditi dal Comitato nel mese di luglio.

Al termine dei colloqui, il Comitato ha scelto 5 degli 8 candidati, e ha deliberato, sempre all’unanimità, di incaricare una ditta esterna, l’agenzia Key2People di Milano (società di cui la Fondazione si era già avvalsa con soddisfazione)[agenzia con sede a Milano, via Gerolamo Morone 8: il civico al cui fianco ha sede la Fondazione Rousseau, piattaforma politica del Movimento 5 Stelle]di sottoporre i 5 candidati prescelti ad un assessment indipendente al fine di analizzare approfonditamente le potenzialità dei soggetti sui vari campi di interesse – innovazione, visione, orientamento al risultato, pianificazione e organizzazione, guida al cambiamento, comunicazione, gestione delle risorse, ecc..

L’agenzia ha quindi trasmesso i risultati dei colloqui e le proprie, specifiche valutazioni al Comitato di Gestione, il quale, sempre all’unanimità, ha ulteriormente ristretto la rosa dei profili a 3 candidati finalisti.

Oltre al profilo generale dei candidati, il Comitato, sempre all’unanimità, ha ritenuto determinanti, ai fini della scelta finale, la qualità del progetto, l’esito del colloquio e, quale ulteriore elemento oggettivo di valutazione, il contenuto dei report di valutazione prodotti (singolarmente e in comparazione) dall’agenzia, valutazione che come detto oggi in occasione del collegio dei fondatori, è risultata in linea con la scelta operata dal Comitato di Gestione del Museo.

Emerge con chiarezza che tutto il percorso ha visto l’unanimità di tutti i componenti del Comitato. È solo al momento del voto finale per scegliere il Direttore, infatti, che il Presidente non ha condiviso la scelta della maggioranza dei Consiglieri.[Pregiudiziale, non emerge affatto con chiarezza. Emerge dal resoconto di Leon, che non rappresenta un atto pubblico di comprovata validità. Se il presidente Toffetti non abbia condiviso il nome di De Gaetano in ultima istanza o sin dal principio l’assessore non può saperlo, ammesso e non concesso che ne sia stata resa partecipe dallo stesso Toffetti. Non essendo specificato nulla in tal senso, si tratta fino a prova contraria di una illazione. Cavilli a parte, è del tutto ammissibile che Toffetti non abbia appoggiato De Gaetano sin dal principio, e che non abbia detto nulla sino all’ultima votazione nella speranza che alla resa dei conti ci si orientasse su uno degli altri due finalisti. Tra i quali era presente Luca Beatrice, che proprio Toffetti nei giorni successivi alle dimissioni ha indicato come il cavallo sul quale avrebbe scommesso]

Nella seduta del collegio dei fondatori è stata verificata la correttezza del percorso in ogni sua fase, manifestando la necessità di accelerare sulla redazione di un piano pluriennale di sviluppo[È regiomania: dopo il piano industriale, rinominato “di sviluppo”, del teatro lirico torinese, chiameranno un altro bocconiano per redigerne un secondo al Museo del Cinema?], sulla riorganizzazione della Fondazione e sul fronte del posizionamento del Museo a livello internazionale. Può sembrare paradossale, ma in 20 anni di vita della Fondazione Museo Nazionale del Cinema nessun dipendente è stato mai assunto tramite bando pubblico, e il Direttore individuato dal Comitato lo scorso 19 settembre risulta essere l’unica risorsa individuata con questa modalità. Ringrazio il Comitato di Gestione del Museo per essere finalmente arrivato a dare alla Fondazione un Direttore, condizione indispensabile per procedere con gli obbiettivi richiesti dal Collegio dei fondatori.”