Il presidente della Regione Cirio conil Museo del Cinema alle spalle

Alberto Cirio vuole far luce sulle dimissioni di Toffetti dalla presidenza del Museo del Cinema

di VINCENZO LO IACONO
pubblicato il 30/09/2019


Che la nomina di De Gaetano, candidato sostenuto dal Comune, alla direzione del Museo del Cinema abbia rappresentato uno smacco per la Regione e i suoi nuovi inquilini non è certo un mistero. D’altro canto lo stesso assessore Poggio si era personalmente spesa – in maniera assai poco istituzionale – a sostegno di un candidato. Quel Beatrice (che in molti a maggio vedevano sullo scranno che attualmente occupa proprio Poggio, l’assessorato alla cultura) che immediatamente dopo le dimissioni di Toffetti dalla presidenza del Museo aveva paventato l’ipotesi di procedere per vie legali richiedendo l’accesso agli atti.

Così come non è un mistero che la partita sia tutt’altro che chiusa. Il valzer delle nomine fantasma al MNC di Torino prosegue indecorosamente ormai dal lontano 2016, quando proprio di lottizzazione politica si accusarono gli allora dirimpettai democratici e pentastellati, rispettivamente alla guida di Regione e Comune, per designare il successore di Alberto Barbera. Come sia andata a (non) finire lo sappiamo tutti. E, a giochi aperti, che sia nell’interesse di Cirio e della sua giunta arrivare alla nomina di un “loro” uomo è ampiamente comprensibile.

Attualmente Cirio, sullo scacchiere delle nomine politiche, ha un vantaggio. Ed è proprio la vicinanza del Comune a De Gaetano. Forma istituzionale vorrebbe che, con la direzione del museo di area pentastellata, spetti al centrodestra individuare il successore del dimessosi Toffetti. Cirio fa sapere che si selezionerà tramite bando pubblico: ma mai nessun presidente è stato designato in quel modo. I predecessori di Teffetti ricevettero tutti l’investitura dalle alte sfere regionali. Si tratta di un campo nuovo, nel quale persino il Comune potrebbe rientrare in partita, per tentare di accaparrarsi tutti gli slot di cariche in ballo.

Partita che risulterà ancora più aperta qualora la nomine di De Gaetano fosse – ipotesi remota, del tutto improbabile – invalidata causa accertamenti legali. I quali – perlomeno quelli targati Cirio – non si profilano all’orizzonte. Ma il presidente ha comunque richiesto con urgenza una seduta straordinaria del collegio dei soci fondatori del Museo del Cinema, per poter “procedere con chiarezza e assumere le decisioni necessarie”, come si legge nella lettera indirizzata a Anna Paola Venezia, vicepresidente del Museo. L’incontro con i soci sarà “finalizzato all’acquisizione di informazioni puntuali in merito alle ragioni delle sue [di Sergio Toffetti, ndr] dimissioni”.