Per il turismo torinese Ronaldo non basta

di ILARIA CERINO
pubblicato il 13/09/2019


Ad agosto Torino paga un 5% di occupazione in meno delle camere d’hotel rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a dispetto delle narrazioni a tratti trionfali sullo stato di salute del turismo cittadino. Per il presidente di Federalberghi Torino Fabio Boriopaghiamo l’assenza di eventi, mostre, manifestazioni e iniziative capaci di portare turisti nella nostra città. L’unica nota positiva è stata Juve-Napoli, peraltro giocata in anticipo il 31 agosto. Non possiamo rimanere aggrappati solo al calcio per salvare una stagione. Ad oggi non conosciamo il calendario eventi 2020 che ci era stato promesso per luglio né tantomeno sappiamo che cosa la Città pensa di organizzare per il Natale 2019 e Capodanno. Il rischio, ancora una volta, è di bruciare importanti occasioni di promozione del territorio e di vanificare quanto di buono fatto finora”.

Il comunicato di Federalberghi evidenzia, tuttavia, un trend ben differente per quanto concerne il turismo d’alta quota delle valli torinesi: “Cresce invece il turismo in montagna dove il tasso di occupazione si attesta attorno al 46,5%, facendo segnare un +7,1% rispetto al 2018, secondo i dati della ricerca sviluppata in collaborazione con TurismOk, società di management e marketing turistico, centro studi dell'Associazione. Federalberghi Torino torna a porre l'accento sulla necessità di una programmazione annuale di eventi e manifestazioni per la città che comprenda anche l'estate e soprattutto il mese di agosto. Il brusco calo - con una flessione del 5% nel tasso di occupazione delle camere - impone, secondo gli imprenditori del settore, una riflessione strutturata sulla promozione del territorio e sulla necessità di attrarre turisti. L'unico picco, peraltro insufficiente a invertire la tendenza, è stato rappresentato dal big match di Serie A, Juventus-Napoli giocato nell'anticipo di sabato 31 agosto. Il rovescio della medaglia è offerto dalle Valli Olimpiche dove la percentuale di occupazione delle camere è cresciuta del 7,1% rispetto allo scorso anno e con essa il tasso di soddisfazione degli operatori turistici. "Il dato positivo - spiega Giorgio Montabone, presidente di Federalberghi Bardonecchia - è frutto di un attento lavoro di promozione delle nostre destinazioni e delle iniziative operate negli ultimi anni nelle nostre valli”.

Pronta la risposta dell’assessore Sacco, che evidenzia come il calo del tasso d’occupazione alberghiera coincida con un incremento delle prenotazioni effettuate per vie differenti (AirB&B è fuor di dubbio l’esempio più chiaro): “In relazione alla dichiarazione di Federalberghi che lamenta un calo delle presenze turistiche nella nostra città, i dati ufficiali comunicati dalla Questura relativi agli arrivi e comprensivi anche degli Airbnb, evidenziano al contrario un aumento, nel mese di agosto, del 5,19%. Un trend peraltro positivo da inizio anno che conferma la ‘destinazione Torino’ come meta turistica e, ricordo inoltre, che dal 2016 a oggi la città ha registrato un incremento del 20% relativamente agli arrivi. È possibile che i turisti abbiano privilegiato altre tipologie di ospitalità, garantendo comunque positive ricadute economiche sul territorio. Torino sta vivendo un periodo di ‘grandi eventi’ che attraggono turisti anche fuori confine e, uno degli aspetti importanti della strategia che il mio assessorato ha posto in essere in questi anni, è stata ed è la programmazione. Infatti, ponendo l’accento solo su questi, per il capoluogo piemontese il 2018 è stato l’anno del ‘cibo’ e il 2019 è quello per ricordare Leonardo da Vinci. Il 2020, invece, sarà dedicato al cinema con un fitto calendario di appuntamenti, rassegne e festival volto a celebrare la città in chiave cinematografica. Inoltre, a corollario di questi tre punti focali dell’attrattività torinese, in città sono da sempre in programma manifestazioni e incontri”.

Quanto ai numeri della Questura citati da Sacco (e prontamente ripresi a mezzo Facebook da Chiara Appendino) c’è poco da obiettare. Si tratta di dati ufficiali e come tali vanno letti e accettati. Andrebbero appuntate le dovute considerazioni su quanto affermato in merito alla programmazione comunale.

Anzitutto di “grandi eventi” è difficile parlare in questi tempi, specie se si tratta di appuntamenti e manifestazioni estive. Resiste il Kappa FuturFestival, nel panorama degli appuntamenti di caratura internazionale, e si tratta di un evento privato. L’agostano Todays – festival rock che a fine Agosto ha riempito di chitarre ed elettronica Barriera di Milano, con una quindicina di concerti di grande qualità e spessore internazionale (sul podio gli americani Low, il britannico Johnny Marr e il tedesco Nils Frahm) – si è dissolto a causa di dissidi con la giunta, accusata di mancanza di visione e progettualità a lungo termine nientemeno che da Gianluca Gozzi (ideatore del festival e di importanti rassegne all’estero).

In secondo luogo, l’anno leonardesco non è stata una prerogativa torinese. Tante città e regioni hanno offerto una programmazione assai più folta in fatto di mostre, convegni, incontri, appuntamenti teatrali e concertistici (la transalpina Loira ha in questo senso fatto da capofila). Affermare che i turisti si siano recati in città in occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte del genio vinciano è quantomeno opinabile.

Così com’è discutibile la scelta di trattare sotto le egide della programmazione comunale la scelta di dedicare ogni anno a tematiche differenti. La programmazione è altra cosa: allacciamento di relazioni con enti privati, progetti di sviluppo del comparto turistico-culturale a lungo termine, calendarizzazioni di eventi assecondando le esigenze degli operatori turistici, affinché possano rinfoltire la tabella di appuntamenti pubblici con un’adeguata offerta privata di attività complementari, pubblicizzazione presso il grande pubblico internazionale (o anche soltanto europeo). Programmare il comparto turistico richiede, in primo luogo, la capacità di sapersi vendere. O vendere di sé quantomeno una vetrina commerciale degna del nome.

Infine, quanto a Torino “capitale del cinema”, abbiamo parlato a sufficienza. Ma anche in quest’ultimo caso occorre precisare che a essersi sporcato le mani lavorando al calendario di incontri è stato in larga parte il Museo del Cinema, come raccontato in conferenza stampa a Venezia, nel corso della presentazione del progetto durante il festival del cinema.