L'assedio di Torino, guerra di cannonieri e minatori

di REDAZIONE
pubblicato il 10/07/2019


Nell'ambito degli approfondimenti tematici attinenti agli eventi e ai protagonisti dell'assedio di Torino da parte dell'esercito di Luigi XIV, che ebbe luogo tra il 14 maggio e il 7 settembre 1706, il Museo Pietro Micca inaugura con una conferenza tematica la mostra "La guerra di cannonieri e minatori", un confronto sopra e sotto terra che si sviluppò in gran parte nell'area di Porta Susa, contro le fortificazioni avanzate della cittadella di Torino.

 

Dopo due mesi dall’inizio dell’assedio, proprio ai primi di luglio, si intensificava uno dei più epici confronti tra cannonieri e minatori, sopra e sotto il campo di battaglia" - spiegano gli esperti del Museo Pietro Micca - "Era il tempo in cui le armate di terra erano composte da sole tre Armi: la fanteria, la cavalleria e l’artiglieria.

L’artiglieria era sempre più risolutiva per gli assedi e condizionava la struttura delle fortificazioni, più possenti e disposte sul terreno per offrire il minimo bersaglio alla potenza distruttiva delle bocche da fuoco. La paurosa potenza dei cannoni, ancora per poco a retrocarica, si univa a quella delle mine in polvere nera collocate nell’intricata e ampia più di 14 chilometri rete di gallerie piemontesi attorno alla Cittadella a costituire un minaccioso campo minato sotto i piedi e le batterie di artiglieria francesi. La polvere nera univa in un'unica compagine artiglieresca sia i cannonieri adibiti a bombarde e cannoni campali e da assedio, sia i minatori, specialisti di scavi, micce, camere di mina, intasamenti e della sacrificata vita sotterranea. È noto cosa riuscirono a fare in 200, di cui Pietro Micca rimase esemplare campione".

La mostra, realizzata con il sostegno del Museo Storico Nazionale di Artiglieria, del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione d’Arma dell’Esercito, dell’Archivio Storico della Città di Torino, della Reale Mutua Assicurazioni e dellaFondazione Mario e Anna Magnetto, espone una serie di documenti storici tra cui il “Plan des sousterrains de la Cittadelle di Turin” di Auguste de la Vallèe proveniente dall’Archivio Storico della Città di Torino, ma anche attrezzi da scavo dei minatori con il loro trombone a pietra focaia e le lanterne, il dipinto originale d’epoca del comandante dell’artiglieria della Cittadella, il generale Solaro della Margherita (prestito del Museo Storico Nazionale di Artiglieria) e il modello d’epoca dell’innovativo cannone “Chieppo”, il primo cannone da campagna a retrocarica con chiusura a blocco scorrevole, invenzione del piemontese Giovanni Chieppo e fuso a Torino da G. B. Trivulzio, utilizzato in alcuni esemplari sperimentali proprio dai Torinesi durante l’assedio. In occasione dell'inaugurazione del 10 luglio alle ore 17,30, potrete seguire la conferenza di approfondimento sullo specifico tema a cura dell’Archeologo Fabrizio Zannoni, Presidente dell’Associazione Amici del Museo P. Micca, e il Luogotenente Enrico Galletti, Conservatore del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria.