Leon relaziona in Consiglio Comunale sulla questione Regio

di MICHELE BARBERO
pubblicato il 09/07/2019


In un articolo apparso ieri su CittAgorà, periodico del Consiglio Comunale di Torino, si riassume l’intervento di Leon in Consiglio relativo alle irregolarità nella gestione del Regio (con Vergnano alla sovrintendenza) individuate dai tecnici del Ministero dell’Economia.

“La Sala Rossa ha dibattuto sull'azione ispettiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze condotta sulla Fondazione Teatro Regio all’inizio del 2019. L’assessora alla Cultura, Francesca Leon, ha risposto alla richiesta di comunicazioni in Aula del presidente della Commissione Cultura, Massimo Giovara.

Leon ha dichiarato: Il Ministero ha inviato lo scorso giugno alla Fondazione Teatro Regio la relazione sulle ispezioni eseguite a gennaio e febbraio 2019. Tre sono le macro voci oggetto dell’analisi ispettiva: gli equilibri finanziari; la gestione del personale; la regolarità della contrattazione decentrata. Il Mef - ha spiegato l'assessore - parte dal presupposto che la Fondazione è un Ente Pubblico e non un Ente privato. Per la parte finanziaria il ministero ha rilevato la pesante situazione debitoria della Fondazione, analizzando i bilanci a partire dal 2010. In particolare, il conferimento di immobili nel 2011 e nel 2013 da parte della Città di Torino avrebbe potuto rimediare soltanto allo squilibrio patrimoniale, ma non mitigare o risolvere lo stato debitorio dell’Ente.

Riguardo la situazione del personale - ha detto Leon - il Mef ha rilevato il mancato rispetto della revisione triennale della pianta organica funzionale, in particolare il ricorso a un eccesso di assunzioni di personale a tempo determinato. Nessun rilievo è stato fatto sulle assunzioni a tempo indeterminato, svolte nel rispetto delle normative. Per quanto riguarda la contrattazione decentrata - ha detto l'assessore - il ministero ritiene siano stati siglati accordi irregolari, in quanto non previsti dalle norme del contratto nazionale di lavoro.

Si tratta di problemi - ha precisato Leon - che si riscontrano in molte altre fondazioni lirico sinfoniche come il Regio, derivanti anche dalla natura giuridica di questi enti; analizzeremo le controdeduzioni della Fondazione alla relazione ministeriale. L’assessore ha precisato infine che la Fondazione e l’avvocatura della Città stanno valutando se è possibile rendere pubblica la relazione del Ministero.

Qui di seguito, una sintesi degli interventi dei Consiglieri comunali:

Massimo Giovara (M5S): Finalmente abbiamo qualche elemento in più sulla relazione. Non fa piacere leggere certe cose su appalti continuativi, mancata concorrenza e mancato contenimento dei costi. Il Teatro Regio non è messo bene. Attendiamo ora le controdeduzioni della struttura. E mi auguro che anche il Regio possa avere una forma organizzativa speciale, come altre strutture in Italia.

Chiara Foglietta (PD): Avevo fatto richiesta di accesso agli atti per avere il documento e non è ancora arrivato. Non capisco i presunti motivi di privacy, anche perché ne stiamo discutendo oggi e a molti giornalisti è arrivato. Le irregolarità ci sono, ma non spetta a noi risponderne. Attendo intanto il documento quanto prima.

Damiano Carretto (M5S): Anche io non ho letto il documento, ma credo che le parole dell’assessora Leon richiedano un approfondimento. Valutiamo l’istituzione di una Commissione di Indagine sul Teatro Regio, finanziato in parte dalla Città di Torino, per risolvere la situazione che abbiamo ereditato.

Piero Fassino (PD): Si tratta di un’ispezione ordinaria: fa parte delle normali attività ispettive. Sono stati avanzati rilievi, di cui bisogna verificare la fondatezza: ad esempio, le indennità sulle trasferte internazionali sono minori rispetto a quelle stabilite dalle tabelle ministeriali. Sul conferimento degli immobili, che erano liquidabili e negoziabili, bisogna ricordare che si veniva da due esercizi critici, con pesanti tagli agli Enti Locali. Ricordo però che dal 2011 al 2016 il bilancio del Regio è sempre stato in pareggio, con numeri di abbonati e spettacoli in crescita.

Osvaldo Napoli (Forza Italia): Non è nostro compito indagare con una Commissione, ma la situazione appare pesante ed è necessario controllare a fondo quando è avvenuto in questi anni, senza colpevolizzare nessuno a priori.”

A esclusione di Carretto e Foglietta, assai poco centrali o influenti nel dibattito sorto intorno alla questione Regio, ci pare che ciascuno degli altri consiglieri citati da CittAgorà abbia perso una felice occasione per stare zitto. Fassino non appare il più titolato a sentenziare in merito a un ginepraio alla cui origine c’è in parte lui stesso. Stesso discorso per Giovara, il quale pontifica di mancata concorrenza e appalti, proprio mentre William Graziosi, braccio amministrativo del consigliere & Co. all’interno dell’ente lirico, assume indiscriminatamente personale quasi interamente marchigiano e non inaugura un bando per la nuova gestione della biglietteria del teatro (affidata, guarda caso, a una società marchigiana). Infine Napoli, che non ha mancato in passate sedute di difendere a spada tratta proprio la testa di Graziosi, tutelata nientemeno che da Gianni Letta: gli rammentiamo se la situazione è attualmente “appare pesante” è anche merito della divisiva gestione dell’attuale sovrintendente.