Addio Parigi, in arrivo Beatrice (forse): chi è l'esterno che Cirio chiamerebbe alla cultura

di MICHELE BARBERO
pubblicato il 27/05/2019


Non si tratterà di voti reali, ma gli exit poll tracciano un panorama limpido del generale andamento delle elezioni in Piemonte. Per quanto Chiamparino possa raccogliere il massimo previsto dalla “forchetta” (secondo i sondaggi in uscita dalle urne si attesterebbe tra il 36,5 % e il 40,5 %), persino andando improbabilmente oltre, e contemporaneamente Cirio il minimo (quotato in fascia 45-49 %), l’esito delle regionali 2019 appare scontato.

Meno scontato il nome che il futuro presidente del Piemonte potrebbe destinare all’assessorato alla cultura (spinoso meno di quanto si pensi, visti i più recenti avvenimenti che hanno coinvolto il mondo culturale sabaudo) per succedere ad Antonella Parigi. Fino a qualche settimana fa negli ambienti che contano si sussurrava il nome di Alessandro Meluzzi. Richiesto nientepopodimeno dalla Meloni come contropartita per la partecipazione di Fratelli d’Italia al progetto di centrodestra. Da due settimane a questa parte sta salendo, nelle quotazioni, il nome – assai più blasonato e consono – di Luca Beatrice (Fratelli d’Italia avrebbe ripiegato su due assessorati alternativi).

Dipinto come l’uomo di destra che piace alla sinistra, che infatti lo destinò a suo tempo alla presidenza del Circolo dei Lettori (ente controllato dalla Regione, che ne esprime dunque le massime cariche), Beatrice va certamente annoverato tra le figure di spicco della cultura locale. D’altronde, il curriculum parla chiaro. Trattasi di un uomo dotato di cognizione rispetto alle parole di cui si riempie la bocca. Uno che la cultura la mastica giornalmente. E tra i futuri assessori rappresenterebbe una sorta di tecnico: a dimostrazione della scarsa volontà di Cirio di inoltrarsi in beghe poco proficue a livello elettorale, ma capaci di far precipitare la popolarità delle giunte. Ammesso e non concesso che il “futuribile” assessore si dimostri capace di tener testa alle richieste di certe teste che poco hanno a che fare con la cultura, già avanzate in campagna elettorale.

Critico d’arte contemporanea e curatore, ha realizzato monografie e cataloghi di mostre personali di importanti artisti italiani e internazionali, in particolare delle ultime generazioni. Negli ultimi venticinque anni ha curato numerose rassegne e mostre collettive. Ha collaborato con numerose istituzioni pubbliche e fondazioni private, tra cui Regione Piemonte, MACI – Provincia di Isernia, GAM Bologna, Museion – Bolzano, Galleria Civica -Trento, MART – Rovereto, Comune di Vigevano, Fondazione Triennale di Milano, Fondazione Palazzo Bricherasio – Torino, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato. Curatore della Biennale di Praga (2003-2005), commissario alla sezione Anteprima della XIV Quadriennale (2004).

È stato presidente della commissione nazionale del concorso Seat Pagine bianche d’autore (2004-2006). È curatore della programmazione culturale per l’Assessorato alla Cultura del Comune di Perugia (2005-2013). Curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2009. Ha pubblicato volumi e saggi sulla giovane arte italiana, es. Nuova Scena (G. Mondadori, 1995), Nuova Arte Italiana (Castelvecchi, 1998), Dizionario della giovane arte italiana (Politi, 2003), un saggio sul cinema Western all’italiana (Al cuore, Ramon, al cuore, Tarab 1996) e uno sulla giovane letteratura italiana (Stesso sangue, minimumfax 1999), il saggio Era Fiction sui rapporti tra arte e cinema (Fine Arts Unternehmen Books, 2004), la monografia dedicata a Renato Zero, dal titolo Zero, uscita per Baldini Castoldi Dalai nel giugno 2007.

È inoltre autore del libro Da che arte stai? Una storia revisionista dell’arte italiana (Rizzoli 2010) e del volume incentrato sul rapporto tra musica e arte Visione di suoni. Le arti visive incontrano il Pop (Arcana 2010). Nel 2012 ha pubblicato per Rizzoli Pop. L’invenzione dell’artista come star. Dalì, Warhol, Basquiat, Koons, Hirst, Cattelan. Ad aprile 2013 esce il suo nuovo libro SEX. Erotismi nell’arte da Courbet a YouPorn (Rizzoli).

Collabora con Il Giornale, scrive inoltre sul settimanale Torino Sette de La Stampa, sulle riviste Arte, Rumore, Riders e MAX. Curatore del Premio Cairo (2010-2013). È presidente del Circolo dei Lettori di Torino. Curatore del Premio Michetti 2012, Francavilla al Mare (Ch) Nel maggio 2012 ha curato la mostra La Città Visibile. Torino 1988-2012 in occasione della 25° edizione del Salone Internazionale del libro di Torino. È stato docente per più di dieci anni in storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Brera, Milano; dall’autunno 2009 insegna all’ Accademia Albertina di Torino.