Lo Stabile scende sul ring: cosa spettarsi dalla stagione 2019/2020

di REDAZIONE
pubblicato il 10/05/2019


74 titoli tra cartellone e produzioni in tournée, tra cui 9 nuove produzioni, 5 nuove coproduzioni e 3 riprese, 38 spettacoli ospiti e 19 allestimenti per il Festival TorinoDanza: i numeri della stagione 2019/2020 certificano il successo dell’ente torinese già riscontrato nel corso del 2018.

L’immagine scelta come locandina mostra una bambina che indossa i guantoni da pugile e osserva lo spettatore con sguardo malinconico. A veicolare il significato di un cartellone costruito intorno al tema del confronto. Affrontato attraverso alcuni motivi ad esso connessi: fair play, rispetto dell’altro, apertura dell’individuo al mondo e alla società.

Sarà Valerio Binasco ad aprire e chiudere la prossima stagione, con Rumori fuori scena di Michael Frayn (Teatro Carignano, 7 – 27 ottobre 2019) e Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller (Teatro Carignano, 19 maggio – 7 giugno 2020). L’omaggio al grande teatro del Novecento caratterizzerà molti degli spettacoli che andranno in scena nel frattempo, con La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca per la regia diLeonardo Lidi, una nuova versione di Eugenio Allegri del Mistero Buffo di Dario Fo, la regia e interpretazione di Gabriele Lavia ne I giganti della montagna di Luigi Pirandello e Laura Curino neL’anello forte di Nuto Revelli con Lucia Vasini, per la regia di Anna Di Francisca.

Tre successi della stagione corrente verranno riproposti nella produzione dell’anno prossimo: l’Arlecchino servitore di due padroni di Binasco, Se questo è un uomo di Valter Malosti e Così è (se vi pare) di Filippo Dini; le produzioni inedite vedono nuovamente Dini impegnato nell’adattamento di Misery, la versione teatrale di William Goldman del romanzo di Stephen King; lo spettacolo Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione di Gian Luca FavettoFuoriusciti di Giovanni Grasso, per la regia di Piero MaccarinelliScene di violenza coniugale. Atto finale di Gérard Watkins con la regia di Elena Serra.

A integrare la rassegna nomi in ascesa e affermati del teatro internazionale: dopo il debutto all’ultimo Festival di Avignone, il lituano Oskaras Koršunovas presenta il Tartufodi Molière; Sergey Byzgu dirige il Collettivo Semianyki nella commistione di clownerie popolare russa, commedia dell’arte e mimica francese di LodkaCrystal Pite e Jonathon Young rileggono Gogol’, traendo da L’ispettore generale lo spettacolo Revisor che vedrà la scena nell’ambito del Festival Torinodanza; a maggio, infine, Why? diretto da Peter Brook e Marie Hélène Estienne porterà sul palco Kathryn HunterMarcello Magni.

“Il nostro Teatro è una fabbrica di spettacolo a ciclo continuo – spiega Filippo Fonsatti, Direttore del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Nazionale – e in una società globale come la nostra, nella quale le divergenze di opinione vengono spesso stroncate con giudizi affrettati, riteniamo che il Teatro debba preservare il confronto all’insegna della correttezza etica”.

IL COMUNICATO DELLO STABILELa nuova Stagione del Teatro Stabile di Torino si conferma densa di proposte all’insegna della pluralità espressiva, ma sempre coerenti e interconnesse tra loro; un programma diversificato per soddisfare il fabbisogno culturale, la riflessione estetica e l’intrattenimento intelligente, che accanto a grandi maestri del teatro darà ampio spazio a giovani talenti emergenti.

Saranno 74 i titoli programmati in sede e in tournée, di cui 17 produzioni (9 nuove produzioni esecutive, 5 nuove coproduzioni e 3 riprese), 38 spettacoli ospiti e 19 allestimenti per Torinodanza: questi i numeri della Stagione 2019/2020 del Teatro Stabile di Torino che si conferma saldamente al primo posto tra i Teatri Nazionali nella classifica del MiBAC e che nel 2018 ha conseguito risultati che hanno superato le previsioni più ottimistiche, facendo segnare nell’anno appena trascorso nuovi record per incassi da biglietteria, presenze, abbonamenti, produttività, giornate lavorative, contributi FUS.

Un cartellone che da un lato propone il repertorio affidato a registi e interpreti affermati che incontrano la più ampia partecipazione del pubblico, formando le giovani generazioni con i testi fondamentali del teatro italiano ed europeo, e che dall’altro dedica ampio spazio alla drammaturgia contemporanea proponendo un ventaglio di autori davvero eterogeno, dal teatro civile e di narrazione alla ricerca, dal dramma borghese al mimo e alla clownerie. Una Stagione che testimonia una particolare attenzione al territorio in cui opera il nostro Ente, ma sempre aperta alle prospettive internazionali: una vocazione che, ormai da anni, si conferma non solo nella programmazione di spettacoli provenienti dall’estero e dall’esportazione delle nostre produzioni, ma anche con il coinvolgimento di registi stranieri nel progetto produttivo dello Stabile.

Sul fronte dell’internazionalizzazione, un ruolo importante è svolto dal Torinodanza festival, di cui la Compagnia di San Paolo è il maggior sostenitore, che a inizio stagione presenta i migliori coreografi e le più affermate compagnie della scena mondiale.

Un programma ricco e composito, capace di proporre ad un pubblico, affezionato quanto esigente, molti spunti di riflessione sulle sfide sociali e politiche che il mondo globale pone quotidianamente: come sempre, al centro, un progetto produttivo in continuo sviluppo che si specchia in queste tematiche e che, attraverso le peculiarità estetiche e poetiche dei registi e degli attori coinvolti, cerca di superare le convenzioni, ricercando costantemente nuovi e coraggiosi stilemi espressivi.

Il rischio culturale è denominatore comune di molte produzioni dello Stabile e anche le riletture dei classici seguono metodologie e forme non tradizionali.

Valerio Binasco, direttore artistico del Teatro Stabile, dopo aver affrontato il grande repertorio con Don Giovanni di Molière, Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni e Amleto di Shakespeare, apre e chiude la nuova Stagione con due classici del Novecento Rumori fuori scena di Michael Frayn e Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller.

Sempre a maestri del Novecento guardano Leonardo Lidi che cura la regia de La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca; Eugenio Allegri che in Mistero Buffo mette in scena nuove giullarate di Dario Fo; Gabriele Lavia che dirige e interpreta I giganti della montagna di Luigi Pirandello e Laura Curino che propone L’anello forte di Nuto Revelli.

L’impegno internazionale del Teatro Stabile, in ambito produttivo, si conferma con la messa in scena di Zio Vanja di Anton Èechov affidata a Kriszta Székely, regista residente al Teatro Katona di Budapest che dirige il suo primo spettacolo in Italia.

Dopo il successo della scorsa Stagione torna Filippo Dini con Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello e con Misery, versione teatrale di William Goldman dal romanzo di Stephen King.

Nel novero delle produzioni si inseriscono lo spettacolo Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione, un progetto di Gian Luca Favetto; Fuoriusciti di Giovanni Grasso, con la regia di Piero Maccarinelli e Scene di violenza coniugale. Atto finale di Gérard Watkins con la regia di Elena Serra.

Il mago di Oz di Lyman Frank Baum, diretto da Silvio Peroni, sarà lo spettacolo che quest’anno il Teatro Stabile dedica ai ragazzi e alle loro famiglie.

A completare il progetto produttivo sono le riprese dei già citati Arlecchino servitore di due padroni e Così è (se vi pare) a cui si aggiunge Se questo è un uomo dall’opera di Primo Levi, diretto e interpretato da Valter Malosti.

Il rapporto con gli spettatori è al centro delle politiche culturali del Teatro Stabile che, forte dei risultati ottenuti nel 2018, ha deciso di ampliare ulteriormente le attività rivolte al pubblico, rafforzando e diversificando i legami tra cittadino-spettatore e istituzione-attività. Considerando l’accessibilità uno dei punti focali della mission del nostro Ente, nella Stagione 2019/2020 viene riproposta l’iniziativa Un posto per tutti, sostenuta dalla Fondazione CRT, che garantisce l’abbattimento delle barriere di accesso permettendo a chiunque di assistere agli spettacoli in cartellone, anche se appartenente alle fasce deboli e svantaggiate. Vengono, infatti, messi a disposizione dei cittadini a basso reddito (certificazione ISEE) 1000 abbonamenti gratuiti: l’iniziativa, attiva da due anni, riscuote un notevole successo ed ha ampliato il pubblico di giovani famiglie, studenti fuori sede e lavoratori extracomunitari. Per gli studenti universitari e in generale per i giovani vengono invece confermate le formule di abbonamento particolarmente vantaggiose e gradite.