Il professor Lorenzo Canova, critico d'arte e curatore della mostra

De Chirico e la via torinese dei blockbuster

di NICOLA DECORATO
pubblicato il 19/04/2019


Giorgio De Chirico. Ritorno al futuro rappresenta una felice esperienza sulla via del ritorno ai blockbuster, assenti in città dal celebre Monet nel 2015. Ho avuto occasione, nel corso dell’inaugurazione, di scambiare alcune parole con Lorenzo Canova, curatore della mostra, e Paolo Picozza, presidente della Fondazione Giorgio De Chirico, in merito alle aspettative di pubblico per una mostra che, pur potendo far leva su un nome di assoluto rilievo, difficilmente garantirà le presenze di massa preannunciabili per un Leonardo o per un Monet.

Entrambi mi sono parsi concordi nel riconoscere l’importanza, ma non la primarietà, e la complessità del nome di De Chirico per il grande pubblico. Così come mi sono parsi fiduciosi nelle possibilità dell’allestimento, pur riconoscendone i limiti: De Chirico è un artista difficile, che diviene ancora più sfaccettato e complesso se inserito in un contesto di dialogo con altre esperienze dell’arte contemporanea. Tanto Picozza quanto Fontana hanno individuato in questo tratto il limite principale della mostra.

Oltre a ciò, Picozza mi ha reso partecipe di una interessante considerazione sociologica: in sostanza, il pubblico italiano parrebbe molto più attratto dall’alta nomenclatura artistica straniera. Presentare una mostra dedicata a un’esponente della pittura nostrana presenta puntualmente incognite legate alla diffidenza delle fasce di pubblico più ampie verso l’arte nostrana. Costituirebbe un’eccezione, secondo Fontana, il pubblico torinese. Ma questo lo stabiliremo valutando il numero di ingressi complessivi a mostra conclusa.

La mostra dedicata all’artista romano non presenterebbe i caratteri del blockbuster, ma costituisce tanto per Picozza quanto per Canova un salto in avanti, rispetto ai macchiaioli, per quanto concerne l’offerta culturale della GAM e dell’arte contemporanea a Torino. L’obiettivo dichiarato è superare i numeri dei macchiaioli, all’interno di un percorso di crescita e rilancio complessivo della GAM: obiettivo, secondo Canova, del tutto alla portata. La mostra si concluderà il 25 agosto, salvo proroghe, e potrà dunque beneficiare del flusso turistico estivo, perdendo tuttavia quasi un mese di esposizione di apertura nel confronto diretto con i macchiaioli (inaugurata a novembre 2018 e conclusasi a marzo 2019).