Ando Gilardi in mostra alla GAM per raccontare l'Italia del dopoguerra

di NICOLA DECORATO
pubblicato il 16/03/2019


La GAM – Torino ospita nella Wunderkammer, dal 15 marzo al 16 giugno 2019, la mostra “Ando Gilardi Reporter. ITALIA 1950 – 1962”, realizzata in collaborazione con la Fototeca Gilardi di Milano; l’esposizione segue il recupero e la digitalizzazione del fondo in oggetto, portati a termine nel 2017 da ABF – Atelier per i Beni Fotografici di Torino.

La mostra, dedicata al reporter piemontese, è assai ben costruita nella sua limitatezza quantitativa. Lo spaccato artistico di vita quotidiana e lavorativa degli anni del secondo dopoguerra, di matrice neorealista, è essenziale e completo al tempo stesso. Essenziale poiché racconta, senza troppi inutili ornamenti, con il tratto crudo che contraddistingue gli scatti di Gilardi, il panorama desolante di più di un decennio di storia d’Italia. Dagli scioperi di Genova ai ritratti di bambini e ragazzi, colti nella loro (povera) quotidianità, il mix di tematiche affrontate è ben ponderato e costruisce, nel complesso, una panoramica completa dei movimenti sociali sviluppatisi a ridosso degli anni del boom. Una mostra piccola (è infatti compresa all’interno del percorso di visita, non è richiesto un biglietto a parte) ma solida e illuminante. Specie per quest’epoca. Specie per questa società, il cui rapporto con la propria storia è assai claudicante.

IL COMUNICATO DELLA GAMAndo Gilardi, nato nel 1921 ad Arquata Scrivia in provincia di Alessandria, nato Aldo, poi ribattezzato Ando da partigiano, è stato fotografo, giornalista, storico e critico della fotografia, noto per la sua riflessione sulla valenza e sul potere dello scatto quale documento, tesi sulla quale consacrò studi e ricerche, condivise attraverso numerose pubblicazioni e riviste da lui fondate o dirette.

L’interesse di Ando Gilardi per la fotografia nasce nell’immediato dopoguerra quando, rientrato a Genova dopo aver passato con i partigiani il periodo del conflitto, fu reclutato nel laboratorio di riproduzione fotografica dalla Commissione Interalleata per la Documentazione dei Crimini di Guerra a supporto del processo di Norimberga. Militante del Partito Comunista fu giornalista deL’UnitàVie Nuove e anche del settimanale sindacale Lavoro. Proprio per Lavoro Gilardi iniziò a realizzare i servizi fotografici a supporto visivo per i suoi articoli di inviato in Italia, fra il 1950 e il 1962.

La mostra è composta da una selezione di 55 immagini, in prevalenza istantanee prese nei luoghi di occupazione e nelle abitazioni, a documento delle condizioni di lavoro e di vita degli operai, dei braccianti agricoli e delle rispettive famiglie. In misura minore gli scatti riguardano situazioni di manifestazioni o dimostrazioni sindacali come scioperi, occupazioni di fabbriche o terre, oltre a momenti ludici e di svago, a testimonianza della ripresa del paese. A corredo dell’esposizione sono presenti una serie di documenti e rotocalchi originali che accompagnano il visitatore in un viaggio alla scoperta della ricchezza dell’archivio del fotografo.

L’allestimento si delinea in un itinerario articolato fra alcune inchieste legate a momenti di cronaca e a eventi che fecero notizia in quegli anni, intervallato da alcuni scatti iconici dell’autore. I temi ricorrenti sono l’infanzia, il lavoro, l’emancipazione femminile, l’identità degli italiani, gli scioperi, le attività sindacali.

L’esposizione rivela come il linguaggio fotografico di taglio post neorealista e giornalistico di Ando Gilardi fosse supportato da una cultura visiva d’oltralpe e d’oltre oceano, con un occhio di riguardo alle immagini della Grande Depressione americana, ovvero alle campagne fotografiche promosse dalla Farm Security Administration nell’ambito del New Deal, e della Straight e della Street Photography.  Ma con questa mostra si è voluto anche dare spazio al suo sguardo da autore, al suo approccio ontologico e umano verso il soggetto fotografato, alla sua visione politica dell’esistenza e al profondo rispetto per l’altro.  Perché l’immagine non veniva rubata da Gilardi, ma con i suoi scatti il soggetto diventava testimone, interlocutore e attore dell’attimo impresso sulla fotografia.

La mostra Ando Gilardi Reporter. ITALIA 1950-1962 apre le attività di ARCHIVIARE il Presente, contenitore culturale per un progetto condiviso fra enti, associazioni culturali, centri polivalenti, gallerie, che avrà luogo nella primavera 2019 e rientra nella Kermesse Fo-To Fotografi a Torino.