Riqualificare con l'arte si può: il caso dello Spazio Lancia

di ILARIA CERINO
pubblicato il 14/03/2019


Accade spesso e volentieri che il parlare di arte quale mezzo di riqualificazione di aree, centri o stabili degradati comporti espressioni capaci di veicolare al meglio il motto dell’esageruma nen. L’infondata sensazione diffusa è che arte e cultura siano espressioni importanti di vita sociale, ma secondarie, e incapaci di imprimere svolte effettive alla vita dei cittadini.

Sull’argomento si sono spesi trattati. Ragion per cui non starò qui a esporre teorie che potreste facilmente rintracciare su manuali universitari. Mi limiterò a fornire, dunque, alcuni considerazioni relative a un caso tutto torinese: il Palazzo Lancia e il suo processo di riqualificazione. Parlare di riqualificazione nuda e cruda è, in questo caso, un po’ eccessivo. Si tratta, più che altro, di ristrutturazione dello stabile e conseguente rilancio all’interno del panorama torinese.

Lo storico “grattacielo”, simbolo del novecento industriale torinese, rivive adesso grazie all’opera della Bentley Soa Spa. Abbandonata la vocazione industriale, si è scelto di dedicare l’intero primo piano (a breve l’ultimo sarà chiamato a svolgere lo stesso lavoro) alla funzione di spazio espositivo, rinominato Spazio Lancia. Aperto lo scorso ottobre (evento all’insegna della danza, protagonista il ballerino torinese Erik Saglia, a cui ha fatto seguito la mostra dedicata a Van Gogh a partire da gennaio), il progetto reca in sé le caratteristiche giuste a far non tanto dello stabile quanto del quartiere nel quale è inserito (Borgo San Paolo) il polo dell’arte e della cultura contemporanea torinese. Facendo sponda alle storiche fondazioni Merz e Sandretto Re Rebaudengo.

Non che San Paolo sia un’area che necessiti di imponenti interventi di recupero, specie se paragonata a ben più critiche realtà periferiche cittadine. Ma la presenza di un terzo spazio deputato alla contemporaneità può garantire il salto di qualità necessario a far di San Paolo una città nella città di notevole rilevanza artistica.

IL COMUNICATO DI SPAZIO LANCIA – Dal 26 gennaio al 28 aprile, Spazio Lancia a Torino ospita Van Gogh - Multimedia & Friends, una mostra inedita caratterizzata da diversi spazi di fruizione fra cui la sezione multimediale, quella dedicata alla realtà virtuale e la “Stanza dei segreti”, dove saranno esposte alcune opere originali di Monet, Renoir, Degas e dello stesso Van Gogh, tutte inedite al grande pubblico. Una mostra che consentirà di vedere dal vivo opere di privati mai esposte prima (info su www.vangoghmultimediaexperience.it).

La mostra sancisce la “riconsegna” ufficiale di Spazio Lancia al pubblico. Il primo piano di Palazzo Lancia, per anni sede dell’omonima casa automobilistica, è stato riportato al suo originario essenziale splendore da Bentley SOA che lo ha acquistato e ristrutturato nel rispetto del progetto originale dell’architetto Nino Rosani e dello studio Giò Ponti.

IL PASSATO – Costruito a cavallo tra il 1954 e il 1957, l’edificio fu commissionato dall’industriale Gianni Lancia per riunire in un unico edificio gli uffici amministrativi e tecnici dello stabilimento di borgo San Paolo, connettendo i due blocchi che si affacciano su via Vincenzo Lancia. A nord e a sud del grattacielo, sorgevano le officine Lancia. Il progetto è dell’architetto Nino Rosani, che si avvale della consulenza di Giò Ponti, Alberto Rosselli e Antonio Fornaroli (autori del celebre grattacielo Pirelli costruito a Milano tra il 1956 e il 1961). Un edificio a ponte di 17 piani, avveniristico per l’epoca, che poggia su travi reticolari, dalla struttura a maglia quadrata compresa tra due testate a diedro in cemento armato. I riferimenti al grattacielo milanese dello studio di Ponti sono molteplici, a iniziare dalla disposizione planimetrica, che distribuisce gli uffici lungo le due facciate vetrate e alloggia servizi, blocchi scale e ascensori nelle estremità a pianta trapezoidale.

IL PRESENTE – Oggi Spazio Lancia non è solo uno spazio espositivo ma un luogo che vuole fare dialogare il presente con il suo passato. Un luogo dove convivranno cultura nella sua declinazione più ampia – arte, musica, design – e imprenditoria e management. “Non possiamo dimenticare che in questo edificio si sono scritti alcuni dei capitoli più importanti dell’industria e dell’imprenditoria italiana – afferma Tiziana Carpinello, manager e collezionista, presidente di Bentley SOA proprietaria dello spazio – “quindi il nostro intento è che anche l’impresa e l’imprenditoria, come l’arte e la cultura, tornino ad avere in questo luogo un punto di riferimento per i propri appuntamenti più importanti”.

IL FUTURO – Oggi Spazio Lancia può contare sull’intero primo piano ma presto raddoppierà la propria superficie con l’ultimo piano del grattacielo (diciassettesimo fuori terra). Uno spazio a pianta libera con una doppia prospettiva sulla città, fra le più elevate e affascinanti di Torino. Questo piano, unico dell’edificio, ha anche una balconata panoramica che corre lungo tutto il lato est, la cui vista spazia dalle architetture dei luoghi simbolo dell’arte contemporanea del quartiere – come la Fondazione Merz e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – sino alla Mole Antonelliana, i nuovi grattaceli, la collina, Superga e l’arco alpino.