Club Scherma Torino sotto assalto

di FRANCESCO BIASI
pubblicato il 13/03/2019


Il Club Scherma Torino, storica società fondata nel 1879, che può contare nel proprio medagliere ben 27 medaglie olimpiche, 43 mondiali e 85 trofei ai Campionati italiani, decorata del Collare d’Oro del CONI, proprio nel suo 140esimo compleanno vedrà probabilmente revocata da parte del Comune di Torino la concessione nella sua storica sede di villa Glicini.

Il Club Scherma Torino scende in pedana, non contro un avversario proveniente da qualche altra zona d’ Italia o del mondo, ma indossa la maschera ed impugna il fioretto per difendersi dalle stoccate e dagli affondi che la Giunta della città di Torino sta cercando di portare avanti.

L’assessore allo Sport Roberto Finardi con l’approvazione della giunta Appendino ha infatti deciso di far decadere la concessione al Club Scherma Torino, concedendo ai numerosi atleti di praticare il loro sport all’interno della struttura di villa Glicini fino al prossimo 31 agosto. Data dopo la quale verrà imbandita una nuova gara d’appalto, alla quale lo storico club che durante il corso di tutta la sua storia ha portato avanti i colori della Città di Torino e dell’Italia non potrà partecipare, impedendo così l’esercizio di un diritto fondamentale.

«Si tratta di un attacco incomprensibile» spiega il presidente del Club Scherma Mario Vecchione. Ma i dissidi con il comune risalgono in realtà al 2016, quando un violento temporale aveva provocato con la caduta di grossi alberi danni da migliaia di euro. La Giunta non volendo risarcirli, aveva perso una causa legale contro la società di villa Glicini.

Il Comune pare voglia anche impugnare la carta dei numerosi sub-affitti dispensati dal Club, i quali esulano dallo statuto della concessione. Ma il Presidente precisa che «La questione del sub affitto è già stata approfondita e risolta. Altrimenti non avrebbero archiviato la procedura di revoca della concessione». Si tratta di alcuni campetti da tennis, da calcetto ed un piano riservato a Palestre Torino, fondamentali per permettere gli altissimi costi di mantenimento di un complesso sportivo di così ampie dimensioni.

Anche Davide Ferrario, noto regista, sul Corriere della Sera di Torino ha espresso il proprio rammarico nei confronti di una Giunta che eletta a difesa dei più piccoli, dei marginali, degli sport minori si sta accanendo proprio contro quest’ultimi. Infatti, la storica società schermistica non è l’unico impianto al Valentino a subire pressioni dall’assessorato dello sport, ma la stessa sorte pare stia toccando alle società dei canottieri. È evidente che queste “piccole” realtà sportive rappresentino un ostacolo a dei nuovi piani di “sviluppo” del parco. Al momento si ricorda anche la chiusura della discoteca del Cacao, una struttura a cielo aperto completamente abbandonata, posta proprio davanti a villa Glicini.

La fine di uno dei centri federali di Fioretto non potrebbe che rappresentare un ulteriore tassello della già degradata zona, che con il calare del sole lascia ampio spazio a spacciatori e delinquenti. Proprio qualche mese fa un’atleta, uscito dal Club di Scherma era stato aggredito nel tentativo di derubarlo.

Al momento, i soci, tranquillizzati dal direttivo in carica, continuano la loro naturale attività sportiva in una delle strutture più grandi d’Italia e d’Europa. Hanno, infatti, già ricevuto lettere di sostegno da parte di tutto il mondo schermistico, dalle altre società, dalla Federazione Italiana Scherma e dal CONI.«Devo pensare ai soci, oltre 200, più altri 100 del tennis. – dichiara Mario Vecchione – E le oltre 40 persone che lavorano a Villa Glicini. Li tuteleremo tutti».  

Una situazione carica di tensione, ma che attende di vedere il proprio svolgimento nelle prossime settimane. Sarebbe, però, interessante capire quali interessi abbia il Comune e l’attuale Giunta a far chiudere tutte queste rinomate società all’interno del parco, in nome di quale principio di valorizzazione e in quale modo fare un “affondo” contro il degrado galoppante che ormai quell’area sta vivendo da diversi anni.