Se vi dicessimo che stiamo lavorando a un festival? Lettera aperta ai lettori

di REDAZIONE
pubblicato il 01/02/2019


Cari lettori,

la redazione de Il Caffè Torinese, in collaborazione con Binaria - centro commensale del Gruppo Abele Onlus e le ragazze di Aequalis, si sta cimentando nell'organizzazione del Connections Festival. Una rassegna culturale di quattro giorni, che avrà luogo da venerdì 5 a lunedì 8 aprile presso le sale della libreria di Binaria: conferenze, interviste e incontri con alcuni tra i più importanti esponenti del panorama cittadino, integrati da concerti, letture ed esposizioni.

Come redazione, abbiamo sentito l'esigenza di costruire un progetto concreto per la cultura cittadina, non limitandoci al solo raccontare e interpretare la città con il proprio mondo culturale. A far da fil rouge all'evento sarà il tema dello spazio urbano: tematica che, seppur da molti percepita distante, piena di tecnicismi e riservata ai soli esperti del settore, viviamo quotidianamente. E con la quale, da secoli, facciamo i conti. Lo spazio urbano come espressione delle attività degli individui e dei processi storici e sociali, delle sperimentazioni, delle esplorazioni dei luoghi più periferici e più nascosti, della produzione di opere artistiche, architettoniche e musicali.

Per questo il Connections Festival: avvicinare e congiungere i più diversi ambiti del sapere. Dal cinema alla storia, dalla musica all'urbanistica. Un modo per mettere in contatto realtà cittadine spesso distanti tra loro e apparentemente incociliabili. Un tema conduttore declinato sotto i più differenti profili culturali: tra le personalità di rilievo che hanno accettato di collaborare Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali Torino, Edoardo Di Mauro, direttore del MAU - Museo di Arte Urbana, lo storico Gianni Oliva, i musicisti del Felix Ensemble, oltre a docenti universitari di prim'ordine delle università torinesi e tanti altri nomi che renderemo pubblici nei prossimi giorni.

Il Connections Festival nasce da una doppia sfida: da un lato dimostrare che, nella Torino da molti percepita sull'orlo del collasso (a torto o a ragione), un manipolo di cittadini si impegna per resistere alla desertificazione culturale messa in atto da un'amministrazione dopo l'altra; dall'altro dimostrare che, per la cultura cittadina, c'è che ciancia, riempiendosi la bocca di paroloni senza seguito, e c'è chi si mette in gioco e realizza esperienze concrete. Il nostro progetto non nasce dietro promessa di immediato ritorno economico, ma da null’altro se non l’interesse per la propria città nel segno di un’esperienza di cittadinanza attiva e critica.

Non ci resta che rivolgervi due inviti. In primo luogo, seguirci sui social per ricevere aggiornamenti su protagonisti, orari e altri dettagli di Connections, e visitare il sito web, operativo a partire dai prossimi giorni. In secondo luogo, partecipare a Connections: noi vi aspettiamo!

la redazione