L'anno che verrà: tra Leonardo e De Chirico, mostre e arte a Torino nel 2019

di GIUSEPPE RIPANO
pubblicato il 09/01/2019


Chiuso il capitolo 2018, il mondo della cultura torinese è già proiettato nel nuovo anno. Che, senza girarci troppo intorno, sotto il profilo stilistico altro non è che un proseguimento del 2018. Certo cambiano le mostre: ma il leitmotiv resta il medesimo. Alta qualità mitigata da zero titoli blockbuster. Nessun Monet e nessun Picasso, per intenderci. Nomi di fama tale da convogliare ampie fette di pubblico da fuori città (come accaduto proprio per l’ormai lontano Monet alla GAM nel 2015).

Certo, c’è Leonardo, e sfiderei chiunque ad affermare che non sia un nome di peso. Ma le celebrazioni per cinquecentenario della morte non sono certo prerogativa del capoluogo piemontese, e a 120 km c’è pronta Milano con un programma più che ampio dedicato al genio toscano. Il che significa che i flussi turistici, mobilitati dalle manifestazioni multiple, dei territori compresi tra i due capoluoghi (Alessandria, Novara, Vercelli sono provincie a metà strada) si orienteranno facilmente verso la madonnina, attratti dall’offerta completa e competitiva.

In omaggio alla rivalità che contraddistinse il loro rapporto, tanto in vita quanto dopo la morte, la Pinacoteca Agnelli propone Michelangelo: il corpo maschile, allestimento basato su una raccolta di disegni provenienti da Casa Buonarroti a Firenze. Il nome blockbuster qui c’è, a mancare sono opere generalmente conosciute.

Ad allacciarsi, pur sobriamente, ai grandi nomi dell’arte contemporanea è il Castello di Rivoli, che dal 22 gennaio al 22 aprile collaborerà all’esposizione, presso Villa Carruti, di due opere di Andy Warhol. Il secondo “big” è Mantegna a Palazzo Madama. Che occuperà lo “spazio” lasciato libero da Van Dyck a Palazzo Reale. Le due mostre condividono una caratteristica specifica: i due artisti ai quali sono dedicate sono ben famosi e conosciuti. Ma deficitano di quel quid capace di attrarre un pubblico museale realmente di massa. Coloro che di arte si interessano poco o nulla, ma che attratti da nomi di peso scelgono di far visita a qualche museo. Nomi alla Picasso o alla Leonardo, in sostanza. Tra i percorsi più quotati, alla GAM arriva Giorgio De Chirico: ritorno al futuro (18 aprile-23 agosto). Il quale presenta lo stesso problema di fondo: potenzialmente, attrae chi già conosce l’autore. Senza nulla togliere alla probabile alta qualità della mostra.

A fare da cornice agli eventi museali principali ci saranno Pablo Bronstein, in estate, e Monica Bonvicini a tra ottobre e gennaio 2020 alle OGR; Riccardo Gualino (noto mecenate torinese del novecento) in mostra a Palazzo Chiablese tra maggio e settembre (con dipinti, tra i quali spiccano quelli di Botticelli e Modigliani, fotografie, arredi e documenti); Dopo Leonardo. Francesco Salviati e il disegno nella Firenze del ‘500 presso la Fondazione Accorsi-Ometto; Michael Rakowitz, 45enne artista statunitense di origini irachene, noto per i suoi interventi artistici fuori dai contesti tradizionali, troverà spazio al Castello di Rivoli; Ezio Gribaudo vedrà festeggiati i propri 90 anni con l’esposizione, presso il Museo del Risorgimento, delle tre monumentali tele “risorgimentali” realizzate in occasione del centenario dell’Unità d’Italia.

E ancora: il Mao proporrà la mostra Acqua e Islam, programmata tra il 13 aprile e l’1 settembre; Palazzo Madama Notre-Dame de Paris. Sculture gotiche dalla grande cattedrale, dal 3 aprile al 30 settembre, e La maiolica italiana specchio del mondo rinascimentale con capolavori delle botteghe rinascimentali tosco-umbro-marchigiane.