I fornitori comprano il marchio: gli enti pubblici fuori dal Salone (per fortuna)

di REDAZIONE
pubblicato il 25/12/2018


L’associazione Torino Città del Libro è riuscita ad aggiudicarsi il marchio Salone Interazionale del Libro. Non che la concorrenza fosse troppo agguerrita. Quella dei creditori è stata la sola offerta presentata ieri, grazie al fondo monetario assemblato da Fondazione CRT e Compagnia di San Paolo. Ad essere stato acquistato è stato tuttavia il solo marchio grazie a un’offerta di 600.000 euro (385.000 il prezzo base fissato). Restano dunque esclusi i beni immobili ad esso collegati. Non che i giochi si siano chiusi definitivamente: le due ipotesi (del tutto improbabili) che potrebbero intervenire per scombinare i piani dei creditori (da adesso, acquirenti) sono riferite al diritto di prelazione esercitabile dal MiBAC e a eventuali offerte di altri possibili acquirenti. In entrambi i casi il limite per sottrarre ai neoacquirenti il marchio è fissato a dieci giorni dalla data di vendita. Per concludere la vicenda una volta per tutte si dovrà dunque aspettare il 3 gennaio.

LA DICHIARAZIONE DELL’ASSESSORE PARIGISiamo soddisfatti dell'esito dell'asta del marchio del Salone del libro, che ha visto la procedura concludersi con l'assegnazione provvisoria all'associazione 'Torino città del libro' costituita da un gruppo di storici fornitori dell'evento: una soluzione che credo sia di rispetto, e che permette di valorizzare operatori economici del territorio che hanno lavorato per anni per la manifestazione, contribuendo al suo successo. Come Regione Piemonte, insieme al Comune di Torino e alle fondazioni bancarie, abbiamo fortemente auspicato la costituzione di tale associazione affinché il Salone del libro rimanesse legato a questa città e alla sua storia. In attesa dell'aggiudicazione definitiva, ci auguriamo che il risultato odierno venga confermato, e che il lavoro per la 32° edizione possa essere avviato il prima possibile. Vorrei infine ribadire il nostro impegno a fianco di quella che è una delle manifestazioni culturali più importanti non solo per Torino e per il Piemonte, ma per il Paese: lo abbiamo fatto seguendo passo passo gli eventi di questi mesi, e anche tramite un protocollo d'intesa con il Comune di Torino e il Circolo dei lettori per dare continuità all'evento.

LA DICHIARAZIONE DEGLI ACQUIRENTIIl Salone del libro resterà a Torino e a garantirlo saranno le aziende che lo hanno organizzato e allestito in passato, che lo conoscono e che hanno un primario interesse per una gestione sana e un futuro solido. E’questa la buona notizia che, in rappresentanza dell'associazione Torino la Città del Libro, ci sentiamo di annunciare se verrà confermato il risultato provvisorio della prima fase dell’asta di questa mattina. Per noi è certamente motivo di grande soddisfazione e la dimostrazione più evidente che il tessuto economico e produttivo di questa città tiene al Salone del libro, la più importante tra le manifestazioni fieristiche che si svolgono sul suo territorio. 

I tempi ristretti, all’interno dei quali abbiamo lavorato, non hanno consentito finora il pieno coinvolgimento dei fornitori che hanno subito la liquidazione della Fondazione per il libro. Ora questa è certamente la prima delle nostre priorità, affinché chi si è trovato come noi a pagare il prezzo di quanto accaduto abbia la possibilità di essere parte del nuovo corso che inizia oggi. Ma parallelamente ci impegniamo fin da subito a pianificare la prossima edizione del Salone del libro. Molte sono le incombenze per organizzare un Salone all'altezza delle edizioni precedenti, e il tempo è poco: la convenzione da siglare con il Circolo dei Lettori per la parte culturale, e poi l'ufficio commerciale, la logistica, l'ufficio tecnico, gli allestimenti, che sono parte portante del disegno generale della manifestazione.

Tutto questo avverrà, nel rispetto del ruolo fondamentale delle istituzioni locali e nazionali ma anche con una determinazione e una efficienza che solo il comparto privato può assicurare, quando i tempi e le scadenze sono parte integrante del lavoro da svolgere.