Al grattacielo San Paolo arriva ''L'Adorazione dei pastori'' di Maino

di REDAZIONE
pubblicato il 22/12/2018


Dopo il Tiziano del 2016 proveniente dall’Accademia di Brera e il Bronzino del 2017 in prestito da Capodimonte, prosegue la tradizione delle esposizioni presso il grattacielo San Paolo. Quest’anno Intesa San Paolo si fa internazionale, guardando all’Ermitage di San Pietroburgo e accogliendo “L’Adorazione dei Pastori” di Juan Bautista Maino (1580 – 1649), esposto dal 22 dicembre fino al 6 gennaio.

La scelta dell’opera è stata dettata dal tema natalizio rappresentato: filone particolarmente amato dall’autore, il quale ne farà soggetto di altre due tele (esposte a Toledo e al Prado di Madrid).

Juan Bautista Maino, uno dei maestri del barocco spagnolo, è stato definito “caravaggista freddo”. Ha soggiornato in Italia dove ha conosciuto e seguito nella sua ricerca artistica Caravaggio, di cui Intesa San Paolo ha in collezione il Martirio di Sant’Orsola, esposto nella sede napoletana delle Gallerie d’Italia, palazzo Zevallos-Stigliano. In questo capolavoro l’artista, seguendo fedelmente il Vangelo di San Luca, raffigura il momento in cui un gruppo di pastori e angeli adorano il Bambino Gesù. Nella tela abbondano elementi riferibili alla cultura figurativa italiana, recepiti dall’autore durante gli anni della propria formazione. La presenza del paesaggio crepuscolare nello sfondo ricorda la pittura bresciana e, in particolare, alcune opere di Giovanni Gerolamo Savoldo; il pastore che volge le spalle mostrando le piante sporche dei piedi rimanda al naturalismo di Caravaggio; gli angeli nella parte superiore richiamano in modo puntuale quelli de L’Assunta di Orazio Gentileschi, custodita a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e proveniente dalla Chiesa di Santa Maria al Monte dei Cappuccini; dallo stesso maestro deriva anche lo splendido colore chiaro e smaltato.