Artribune stronca la ''Strobo-Mole'' psichedelica e la gestione di luci d'artista

di GIUSEPPE RIPANO
pubblicato il 15/12/2018


La rivista che dal 2011 si occupa di arte a tempo pieno ha trovato il tempo per guardare dietro la cortina di fumo che avvolge quest’anno luci d’artista. E per stroncare la nuova illuminazione natalizia della Mole.

L’articolo, firmato da Marco Enrico Giacomelli, risale allo scorso 5 dicembre, e prende il via da luci d’artista: nate negli anni novanta quale espressione dei processi volti a rigenerare il volto urbano di Torino (con la Fiat che chiudeva e l’impellente necessità di ammodernare l’immagine del capoluogo sabaudo), si sono man mano trasformate in un mezzo di propaganda politica per raccattare consensi nelle periferie.

Nel corso degli ultimi due anni l’attuale giunta avrebbe – secondo Giacomelli – confermato una tendenza di scarsa tutela delle luminarie d’artista già avviata precedentemente. Fino a giungere al coup de theatre della “Strobo-Mole”, paradigma dello scarso gusto estetico dell’amministrazione:

Le “Luci d’Artista” erano in declino? Vero, e la colpa non è certo della sindaca 5 Stelle. Ma se la soluzione è far diventare la Mole Antonelliana un pennone da centro commerciale di provincia, allora c’è un problema. Un grosso problema, che si chiama buongusto.

E ancora:

La Mole Antonelliana, simbolo di Torino, sede del Museo Nazionale del Cinema, è illuminata. Non è una novità, d’accordo. Ma stavolta niente serie di Fibonacci di Mario Merz e nemmeno luci natalizie, dio voglia, almeno un minimo discrete, sabaude. No: quest’anno, come disse la sindaca Appendino, “passiamo da 250 a 2.500 led”, in barba al motto cittadino che recita esageruma nen (“non esageriamo”). Il tutto grazie all’azienda energetica Iren, che proprio a Torino è stata fondata e che però, immaginiamo, avrà sottoposto un progetto alla Giunta.

Ma non è questo il punto, almeno per ora. Adesso il punto è la Strobomole blu elettrica sulla quale danzano in stroboscopia 2.500 led. Se il faro sulla Tour Eiffel vi pareva pacchiano, beh, tornate a Torino dopo l’Epifania. Tanto in città non c’è molto da fare.”

A onor di cronaca, ricordiamo come la Città di Torino abbia ottenuto da Iren la sostituzione di tutti i proiettori che illuminano la Mole Antonelliana andando così in direzione di un risparmio energetico notevole. I nuovi impianti sono composti da 43 apparecchiature a LED comandate da remoto tramite fibra ottica. Si stima che il risparmio energetico finale a seguito dell'operazione di ammodernamento porterà ad un risparmio del 50% dell'energia elettrica necessaria.