L'AIE non partecipa all'asta per il Salone. Ma questo non implica che Milano sia fuori

di ILARIA CERINO
pubblicato il 13/12/2018


La notizia, così come riportata nel comunicato ufficiale, è questa: “l’Associazione Italiana Editori non parteciperà all’asta del marchio del Salone del Libro di Torino, il 24 dicembre, cosa che avrebbe avuto senso in un progetto condiviso”.

Le due non-notizie, particolarmente più rilevanti, sono invece queste: in primo luogo, il fatto che l’AIE non partecipi all’asta, non implica che soggetti terzi – intenzionati all’acquisto del marchio per poi trasferire la fiera a Milano – non intervengano. Che si chiamino Comune di Milano o imprenditori indipendenti poco importa.

In secondo luogo, il “progetto condiviso” avrebbe probabilmente seguito lo schema olimpico, con Milano capofila e Torino stampella. Ma non è necessario che i potenziali acquirenti propongano progetti condivisi all’AIE se fossero intenzionati all’acquisto del marchio. Si può scegliere di comprare il Salone e farne un progetto personale, senza coinvolgere nessuno.

Franco Levi, presidente dell’AIE, dichiara inoltre che Tempo di Libri cambierà target, per rivolgersi esclusivamente a un pubblico di under-21, i lettori di domani. Aggiungendo che questa mossa annullerebbe la contrapposizione con Torino, e rappresenterebbe una garanzia per chi preme affinché “SalTo” resti nel capoluogo sabaudo. Le annunciate tempistiche per la kermesse meneghina la rimandano a Febbraio 2020. Mese sufficientemente distante dal maggio salonistico per consentire agli editori di sostenere le spese per entrambi. Ma, pur essendo quest’ultima una verità, non rappresenta certo un vincolo territoriale che leghi futuro Salone del Libro a Torino. Niente vieta all’impresario milanese in trasferta, infatti, di acquistare il marchio e organizzare l’evento all’ombra della madonnina, nella seconda metà dell’anno.