Fotogramma tratto da ''Profondo Rosso'' di Dario Argento

Da King Vidor a Sorrentino: i grandi film girati a Torino

di ILARIA CERINO
pubblicato il 30/11/2018


Quando, alcuni mesi fa, avevamo intervistato il regista Davide Ferrario, era saltata fuori un’interessante riflessione sui fattori che spingono i registi a girare nella capitale sabauda, e su quelli che invece li inducono a migrare altrove: tra le motivazioni principali addotte, la versatilità dell’impianto urbanistico. Secondo il regista lombardo (ma torinese d’adozione), Torino può essere Torino e allo stesso tempo tutt’altra città. Mentre in posti come Roma non si può far a meno di avere sempre presente il luogo in cui ci si trova.

Sarà per questo, sarà per altro, quel che è certo è che i registi nostrani (ma non solo) hanno sempre nutrito una certa ammirazione per la capitale sabauda e le sue atmosfere, scegliendola spesso quale sfondo per le loro pellicole. In occasione della trentaseiesima edizione del Torino Film Festival, ne abbiamo selezionate una manciata. E siamo certi che alcune di queste non ve le aspettereste.

LA FILMOGRAFIA DI DAVIDE FERRARIO – Parlare delle pellicole di Ferrario esaminandole una alla volta è un lavoro che richiede una buona dose di tempo: il cineasta, da tempo residente a Torino, ha infatti fatto della città una costante nella propria opera. Tra queste spicca senza dubbio Dopo mezzanotte (2004), definito “Un vero tributo al luogo cinematografico torinese per eccellenza: il Museo Nazionale del Cinema.” Ma vale la pena citare anche La Luna su Torino e Tutta colpa di Giuda.

IL DIVO (2008) – Le riprese della pellicola dedicata a Giulio Andreotti si svolsero, come sarebbe lecito pensare, esclusivamente nella capitale. Paolo Sorrentino scelse infatti un notevole numero di ambienti torinesi per ambientare la vicenda. Avete presente la sequenza di presentazione della nomenclatura democristiana fedele ad Andreotti, con Cirino Pomicino che scende dall’auto in un cortile barocco? Ecco, la sequenza è stata ripresa nel cortile del palazzo Saluzzo Paesana. Ma altre location riguardano Palazzo Birago di Borgaro, il Palazzo dei Draghi, via Carlo Alberto, la Casa circondariale «Lorusso e Cutugno», Palazzo Civico e il Ponte Rossini.

COSÌ RIDEVANO (1998) – Per dipingere gli anni del boom economico, della lotta di classe, dell’avversione nei confronti dell’immigrazione meridionale, dell’esperienza di vita industriale, Gianni Amelio fu indeciso fino all’ultimo se optare per Torino o per l’eterna rivale, Milano. Come mai, allora scelse il capoluogo piemontese? Essenzialmente per due ragioni, che lui stesso ha reso note: “Credo che le mura, i palazzi, le strade di Torino esprimano tutta la loro storia senza ostentarla”, disse. Ma parlò anche di una “patina di discrezione. La stessa che c’è nei torinesi”.

VINCERE (2009) – Marco Bellocchio tratteggia la relazione tra Benito Mussolini e Ida dalser (che gli darà un figlio) in diverse location sabaude: da via Palazzo di Città, alla Galleria San Federico, passando per l’ex manicomio di Collegno. Il film fu tra le pellicole italiane più fortunate dell’anno in termini di premi (8 David di Donatello, 3 Globi d’Oro, 4 Nastri d’Argento) e fu acclamata sul piano internazionale, divenendo l’unico italiano in concorso a Cannes nel 2009.

HANNAH E LE SUE SORELLE (1986) – Tra i capolavori di Woody Allen, premiato con 3 Premi Oscar e il Golden Globe quale Miglior Film commedia o musicale nell’edizione 1987, il film con il quale il regista newyorkese mette in luce la banalità quotidiana, illuminata e resa originale da uno scintillante umorismo di fondo, trova il tempo anche per Torino. La scena d’incontro di Holly e David, ambientata alla rappresentazione di Manon Lescaut presso la Metropolitan Opera, è stata invece girata al Teatro Regio, teatro dove ebbe luogo la prima assoluta dell’opera di Giacomo Puccini.

TORINO VIOLENTA (1977) – La Torino che non t’immagini, quella immortalata da Carlo Ausino, in barba alle considerazioni di città sobria ed elegante. Nella pellicola del ’77 a emergere è il lato noir della città: la Torino che coniuga mafia meridionale, criminali francesi, prostitute minorenni, ricatti e violenze sessuali. Il cinema dove avviene la rapina con omicidio della scena iniziale del film è il cinema Ideal di corso san Martino, l'inseguimento in motocicletta di Danieli a uno degli assassini delle due giovanissime prostitute di 17 anni si svolge al parco del Valentino e si conclude in Piazza Cavour, mentre gli studi della radio che compare in una breve scena, erano quelli di Radio Gemini One siti in corso Francia. Il film, di genere poliziottesco, fu uno dei più grandi successi del regista, incassando venti volte il costo di produzione.

GUERRA E PACE (1956) – Dalla Francia alla Russia, passando per Torino. Il kolossal di King Vidor (al quale collaborarono italiani come Vittorio Gassman, il compositore Nino Rota, la costumista Maria De Matteis, i produttori Dino De Laurentiis e Carlo Ponti, il produttore esecutivo Fausto Saraceni, gli sceneggiatori Mario Camerini, Ennio De Concini, Ivo Perilli, Gian Gaspare Napolitano e il torinese Mario Soldati) fu girato principalmente a Cinecittà. Ma lo stesso Soldati, che contribuì in larghissima parte alle riprese, specie quelle in esterna, e lo scenografo Mario Chiari scelsero di dirottare a Torino e dintorni parte delle location. Gli interni dei palazzi barocchi cittadini offrivano infatti ambientazioni scenograficamente utili, mentre le aree pedemontane furono destinate alle riprese delle battaglie di Borodino e della Beresina. Nel 1956 il National Board of Review of Motion Pictures lo inserì nella lista dei migliori film stranieri dell'anno.

NOI CREDEVAMO (2010) – Dove girare un film sul Risorgimento, se non nella città che fece l’Italia? Dai moti savoiardi del 1834 al desolante discorso di Crispi nel deserto Parlamento ex subalpino, Torino è spesso dietro l’angolo, e nella città si consumano nascita e morte dell’utopia risorgimentale. Il film di Martone fu premiato con 7 David di Donatello, incluso il premio come miglio film dell’anno.

MIRAFIORI LUNAPARK (2014) – Nascita e morte di un’epoca: dagli anni del boom di Così Ridevano alla chiusura dello stabilimento Fiat di Mirafiori, descritta dall’opera Stefano di Polito attraverso gli occhi di tre operai.

PROFONDO ROSSO (1975) – Il binomio Profondo Rosso-Torino è ormai entrato a pieno titolo nei manuali di testo: le riprese in Piazza CLN rappresentano forse le più celebri inquadrature della città nella storia del cinema. Cogliendo il fascino dark della città, il thriller valse ad Argento il titolo di "erede" di Hitchcock.

UN COLPO ALL’ITALIANA (1969) – La pellicola di Peter Collinson – nel 1999 inserita dal British Film Institute al 36° posto nella lista dei cento migliori film britannici di tutti i tempi – parla di un gruppo di ladri inglesi che arriva a Torino per organizzare una rapina ai danni di un convoglio che trasporta i ricavi della FIAT dall'Aeroporto di Torino-Caselle fino alla città. Celebre la sequenza dell’inseguimento sull’ovale del Lingotto.

GLI “ALTRI” – Sono molte altre le pellicole ambientate a Torino, e citarle tutte sarebbe impossibile. Vale però la pena ricordare: La Meglio Gioventù (Marco Tullio Giordana, 2005), Mimì metallurgico ferito nell'onore (Lina Wertmüller, 1972), La solitudine dei numeri primi (Saverio Costanzo, 2010), The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo (Paul Greengrass, 2007).