Magici finanziamenti per un magico Capodanno

di GIUSEPPE RIPANO
pubblicato il 14/11/2018


Per i magici Natale e Capodanno torinesi di quest’anno, anche i conti finanziari relativi alle attività proposte non potevano che essere altrettanto magici. E, come da tradizione, traballanti. Andiamo con ordine.

In sostanza, il Comune finanzia con un drenaggio di circa 294.500 euro i due enti a cui spetta l’organizzazione della manifestazione: 203.733 per la Fondazione Cultura e 91.500 per la Fondazione Teatro Regio. L’impiego sarà destinato, come riportato nella deliberazione del Comune datata 18 ottobre, “per seguire la naturale vocazione di Torino Città Magica […] si creeranno quindi occasioni di intrattenimenti laboratoriali per bambini e famiglie, dimostrazioni di magia, giochi di carte, giochi di ombre cinesi, trucchi di close-up, manipolazioni, trasformismo e tutto quanto di magico possa essere immaginato”. A ciò si sommerebbe l’organizzazione di uno spettacolo pubblico in cui si esibiranno acrobati, maghi ed equilibristi.

Si tratta di fondi “coperti”? Sì, ma non del tutto. Vengono convogliati nel progetto 124.000 euro provenienti dall’affitto degli spazi dei Mercatini di Natale e ulteriori 77.000 frutto di Cioccolatò. Mancano all’appello più di 90.000 euro.

Lecito chiedersi, a questo punto, come sia possibile stipendiare per circa un mese artisti vari e predisporre le strutture necessarie con un investimento tanto ridotto. Tenendo conto, per giunta, che in base alle indicazioni del prefetto Gabrielli mettere in sicurezza Piazza Castello per la notte di Capodanno richiederebbe all’incirca 250.000 euro. A tal proposito, l’assessore Leon non si è lasciata sfuggire l’occasione per ricordare che interverrano a co-finanziare Fondazione CRT e Iren (stessi enti che hanno scucito i quattrini per il poco magico spettacolo dronico della notte di San Giovanni). Oltre a non ben identificati “importanti sponsor”. L’ammontare complessivo del capitale privato, tuttavia, non è stato specificato.

Come, d’altronde, non sono state rilasciate dichiarazioni né in merito allo stipendio del direttore artistico selezionato (il mago Walter Rolfo), né tantomeno in merito alla procedura con cui si è giunti alla selezione. Ciò che è certo è che di bandi pubblici nemmeno l’ombra. I bandi pubblici costano, e sarebbe sconsiderato promuoverne uno per qualsivoglia evento, anche minore. Ma, essendo il direttore artistico pagato con i soldi dei concittadini torinesi, sarebbe forse doveroso, da parte dell’amministrazione, informare la cittadinanza relativamente alle metodologie d’impiego del proprio denaro. E informarla sui criteri che hanno condotto alla scelta di Rolfo, e non di qualcun altro.