Cinque motivi per far visita alla mostra sui macchiaioli

di ILARIA CERINO
pubblicato il 13/11/2018


A dispetto dei risultati, buoni ma non eccellenti, in termini di ingressi (che non raggiungono attualmente la metà delle entrate giornaliere medie registrate per Monet due anni fa), la mostra dedicata ai macchiaioli alla GAM merita di essere vista. Si tratta, probabilmente, di uno degli allestimenti più interessanti ospitati a Torino da qualche anno a questa parte. Da quando, precisamente, è stata operata la rinuncia alle mostre pigliatutto da parte della giunta, dopo i fasti di biglietteria registratisi con il ciclo improntato agli impressionisti. In ogni caso, una media di visitatori pari a circa 1100 unità giornaliere è del tutto rispettabile.

Personalmente, ritengo che il successo dell’esposizione sia da ricondurre, essenzialmente, a cinque fattori:

1 . L’impostazione accessibile: che siate neofiti della storia dell’arte, esperti del settore o semplici curiosi, uscirete soddisfatti dal percorso di visita. La mostra, che prosegue secondo un’impostazione cronologica (aspetto che aiuta, e non poco, il visitatore alle prime armi, risparmiandogli una più ostica progressione per filoni tematici), è fruibile da qualsiasi genere di pubblico.

2 . Altro aspetto che contribuisce alla ricezione di valutazioni positive è la lunghezza non eccessiva del percorso di visita. Le 77 opere selezionate danno vita a una mostra esauriente ma non stancante e, soprattutto, mai pedante.

3 . Una radicata vena paesaggistica del percorso di visita: in questo caso il merito è da attribuire non tanto agli allestitori, quanto agli stessi macchiaioli, che spesso eressero paesaggi semideserti a soggetto delle proprie rappresentazioni. Ma, indipendentemente dall’attribuzione del merito, è una caratteristica che sembra piacere a coloro i quali non hanno mai messo piede in una galleria d’arte. Dipinti paesaggistici possono rappresentare una forma di iniziazione, per alcuni, alla storia dell’arte. Caratteristica, questa, che contribuisce di certo a quella forma di accessibilità menzionata prima. Si può godere di certi quadri esposti senza dover impegnarsi troppo sotto il profilo intellettuale.

4 . Presenza di opere conosciute: non tutte le mostre d’arte possono vantare la presenza dei dipinti di Giovanni Fattori o Cristiano Banti. Se, poi, tali dipinti sono gli stessi raccontati dai testi scolastici, è più facile attirare porzioni più ampie di pubblico. Mi riferisco ai noti Soldati francesi alle cascine, Veduta in Piagentina, Ritorno dalla messa, ma anche molte altre.

5 . Una stagione storica della pittura macchiaiolasi svolse tra Torino e il Canavese: per questo i visitatori potranno ritrovarsi di fronte a panorami familiari made in Piemonte, oggetto di parte delle rappresentazioni. Fattore che potrebbe avvicinare una fetta di pubblico e stimolarlo alla visita.