Cristiano Banti, Il ritorno dalla messa, 1865 circa, olio su tavola, cm 38 x 45. In mostra alla GAM, fu forse uno fra i primi dipinti rappresentativi della pittura toscana del secondo Ottocento.

Altro che pigliatutto, macchiaioli alla GAM sotto le aspettative

di NICOLA DECORATO
pubblicato il 09/11/2018


A quanto pare, la mostra sui macchiaioli, inaugurata alla GAM il 25 ottobre, piace, ma solo sulla carta. A dispetto del tam tam mediatico che l’ha preceduta, e che tuttora l’accompagna, non è riuscita ad attirare quel pubblico di massa che era lecito aspettarsi da una mostra con tali caratteristiche.

Una esposizione pigliatutto, che della duttilità aveva fatto il proprio punto di forza: chiunque l’abbia vista potrà confermare che si tratta davvero di una mostra per tutti, in grado di piacere all’esperto, a chi mastica arte quotidianamente, al neofita e persino a chi non ha mai messo piede a una esposizione pittorica prima d’ora.

Eppure, gli incassi di biglietteria dei primi dodici giorni di mostra (lunedì di chiusura esclusi, quindi calcolati fino allo scorso mercoledì), non sono così rosei come previsto: 12.975 presenze, di cui 1500 la sera dell'inaugurazione. Mille biglietti venduti al giorno. Numeri certo non edificanti.

Di tali risultati potrei fornire due spiegazioni: la prima riguarda la concorrenza, in questo primo periodo espositivo, di altre fiere e eventi d’arte (Artissima, Paratissima, Tutti gli “ismi” di Armando Testa, per citarne alcune, ma anche eventi straoridinari come l’apertura delle stanze della regina Elena a Palazzo Reale), le quali potrebbero aver contribuito a sottrarre alcune porzioni di pubblico (che magari ha anche previsto di far visita ai macchiaioli, ma in un secondo momento, considerata il prolungamento sino al 24 marzo della mostra). La seconda riguarda la campagna pubblicitaria che ha preceduto l’apertura: che, personalmente, mi pareva convincente. Rendeva il progetto appetibile. Ma è evidente come, qualcosa – per il momento – non abbia funzionato. E, al contrario di personali constatazioni, i dati non mentono mai.